Rinnovato il CCNL per dipendenti del Commercio Cooperative



Firmato il rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa.


L’accordo decorre dall’1/2/2019 e scadrà il 31/12/2019.


 A decorrere dalle scadenze di seguito indicate verranno erogati, ai lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo, i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

















































Livello

Decorrenza dall’1/2/2019

Decorrenza dall’1/7/2019

Totale a regime

Incremento mensile

Incremento mensile

Quadri 88,54 26,56 115,10
I 80,56 24,17 104,73
II 70,14 21,04 91,18
III Super 62,50 18,75 81,25
III 57,99 17,40 75,39
IV Super 53,82 16,15 69,97
IV 50,00 15,00 65,00
V 45,14 13,54 58,68
VI 34,72 10,42 45,14


Di conseguenza a decorrere dalle date di seguito indicate i minimi tabellari saranno pertanto i seguenti:








































Livello

Decorrenza dall’1/2/2019

Decorrenza dall’1/7/2019

Paga Base Nazionale

Paga Base nazionale

Quadri 1.870,76 1.897,32
I 1.702,03 1.726,20
II 1.481,94 1.502,98
III Super 1.320,54 1.339,29
III 1.225,18 1.242,58
IV Super 1.137,14 1.153,29
IV 1.056,43 1.071,43
V 953,71 967,25
VI 733,62 744,04


Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo, verranno corrisposte due erogazioni alle scadenze e per gli importi di cui sotto:
















































Livelli

Mese di febbraio 2019

Mese di marzo 2019

Totale

Quadri 885,42 885,42 1.770,84
I 805,56 805,56 1.611,12
II 701,39 701,39 1.402,78
III Super 625,00 625,00 1.250,00
III 579,86 579,86 1.159,72
IV Super 538,19 538,19 1.076,38
IV 500,00 500,00 1.000,00
V 451,39 451,39 902,78
VI 347,22 347,22 694,44


Fondo Coopersalute
Il contributo a carico delle imprese per il finanziamento del Fondo Coopersalute viene elevato per ciascun iscritto con le seguenti modalità:
– a decorrere dall’1/3/2019 viene elevato a 10,00 € mensili per il personale in forza a tempo parziale;
– a decorrere dall’1/12/2020 viene elevato a 11,00 € mensili per tutto il personale.

EBAP: regolamento 2019


E’ stato approvato il Regolamento dell’Ente Bilaterale Artigianato Piemontese (EBAP) valido per l’anno 2019.

Nella sezione Sostegno al Reddito, per ciascuna prestazione, si trova l’estratto del regolamento di riferimento corredato dai modelli compilabili per la presentazione delle richieste.
Il Regolamento completo verrà inviato ad imprese, consulenti ed associazioni in formato cartaceo, mediante un numero speciale del periodico EBAP Informazione.

Sostegno al reddito a eventi atmosferici ambientali eccezionali


Contributo a favore delle imprese per il ripristino dell’attività lavorativa causata da eventi atmosferici e ambientali eccezionali, calamità naturali (con contemporanea sospensione lavorativa), interruzioni dell’erogazione delle fonti energetiche causate da fattori e soggetti esterni all’impresa, che non siano risarciti totalmente dall’assicurazione.
Contributo
– 5% spese ripristino attività compreso costo perizia danni;
– massimo euro 6.000,00/anno civile.


Sostegno al credito


Abbattimento del costo che le imprese sostengono, per ottenere la garanzia dai Confidi artigiani del Piemonte sui finanziamenti superiori a 10.000,00 euro. Le erogazioni avverranno seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle pratiche, sino a esaurimento dei fondi stanziati. La prestazione viene estesa anche per le pratiche compilate dalle società di servizi di emanazioni delle parti datoriali.
Il contributo spettante è pari ad 300,00 euro per ogni singola pratica.


Welfare bilaterale artigiano


A favore dei dipendenti, titolari, soci e coadiuvanti
I) Le domande per l’Anno scolastico/accademico in corso possono essere presentate mediante domanda compilata sul modello C1 allegando l’attestazione ISEE standard in corso di validità che dovrà essere non superiore a 30.000 euro. Ogni nucleo familiare può presentare più domande, tra loro cumulabili.
a) Sussidio per frequenza asili nido
Fino a 700,00 euro per ogni figlio.
b) Sussidio per studi universitari
Fino a 500,00 euro per ogni figlio. La prestazione è estesa agli studenti-lavoratori delle imprese artigiane aderenti all’EBAP, compresi titolari, soci e coadiuvanti (sono esclusi gli studenti fuori corso).
c) Sussidio per testi scolastici (scuola media inferiore e superiore).
Fino a 350,00 euro per ogni figlio. La prestazione è estesa agli studenti-lavoratori delle imprese artigiane aderenti all’EBAP, compresi titolari, soci e coadiuvanti.
d) Sussidio per partecipazione a centri estivi (figli minori).
Fino a 250,00 euro per ogni figlio.
e) Sussidio per acquisto lenti graduate correttive per variazione visus dichiarata.
Contributo pari al 50% del costo sostenuto per numero due lenti con un massimo di 150 euro/prestazione ed un massimo di n. 2 prestazioni per nucleo famigliare (max 300 euro).
Il contributo verrà erogato fino a concorrenza della spesa sostenuta e comunque non oltre il massimale indicato per ciascuna tipologia.
II) Contributo per nuclei familiari con disabili minori (anno civile)
A ciascun nucleo familiare in cui vi sia un componente di età fino a 12 anni disabile ex art. 3 comma 1 L. 104/92, debitamente certificato, è riconosciuto un contributo fisso pari a 80 euro netti per ciascuna giornata nella quale il minore è sottoposto a visita medica.
L’importo del contributo è fisso pari a 80,00 euro netti per ciascuna giornata nella quale il minore è sottoposto a visita medica per massimo di 5 visite, con un importo massimo annuo erogabile pari a 400 euro netti per nucleo familiare.


Sostegno al reddito lavoratori


Sospensione/riduzione dell’orario lavorativo: Contributo a favore dei dipendenti per situazione di crisi o difficoltà aziendale chiedendo una sospensione/riduzione dell’orario di lavoro per:
1. aziende i cui lavoratori non possano accedere alle prestazioni di FSBA poiché non in possesso dei requisiti di anzianità;
2. aziende che abbiano esaurito la CIG in deroga ed il periodo massimo richiedibile ad FSBA nel biennio mobile.
Ristrutturazione aziendale e processi d’innovazione tecnologica interni all’impresa chiedendo una sospensione/riduzione dell’orario di lavoro.
Impossibilità del titolare ad esercitare l’attività per giustificati motivi chiedendo una sospensione dell’orario di lavoro.
Contributo
– 40% della retribuzione non corrisposta;
– minimo 8 giorni di riduzione/sospensione;
– massimo 624 ore nell’anno civile.


Formazione


Formazione ex art. 37 d.lgs. 81/2008: Viene riconosciuto un contributo di euro 30 (per ogni lavoratore formato) alle imprese che, nell’ambito della formazione obbligatoria, accedendo al portale “Usa la Testa” (direttamente o tramite le associazioni o i consulenti) erogano un’ora aggiuntiva di formazione sulle sole tematiche della bilateralità, secondo uno schema formativo e modalità operative concordate tra le parti.


Apprendisti I e III livello


Viene riconosciuto un contributo di euro 500 per apprendista per ciascun anno solare completato alle imprese che assumono apprendisti di I e III livello.
Viene, inoltre, riconosciuto alle imprese un contributo di euro 1.500 per la qualifica dell’apprendista alla data della scadenza del contratto.
Al contributo andranno aggiunti euro 200 per soggetto in presenza di diversa abilità come definita ex art. 1 Legge n. 68/99 (fino ad un massimo di quatto per impresa).
Il contributo è riconosciuto per apprendisti assunti successivamente al 1/1/2019.

Cassa Edile di Pordenone: contribuzione dall’1/1/2019



La Cassa Edile della Provincia di Pordenone, comunica la variazione delle tabelle contributive, per effetto degli ultimi accordi contrattuali siglati nel settore dell’Edilizia


CONTRIBUTI CASSA EDILE


























































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Sanitari 0,250%   0,250%
Contributo Gestione 1,870% 0,380% 2,250%
APE 4,300%   4,300%
Fondo Prepensionamenti 0,200%   0,200%
Fondo Incentivo Occupazione 0,100%   0,100%
Vestiario 0,300%   0,300%
Contributo Formazione e Sicurezza (Esmeps) 0,800%   0,800%
Contributo RLST 0,150%   0,150%
Quote Adesione Contrattuale 0,822% 0,822% 1,644%
     
Totale 8,792% 1,202% 9,994%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%


Per quanto riguarda invece le agenzie di fornitura di lavoro temporaneo, a partire dal 1 gennaio 2019 la contribuzione dovuta è la seguente:


CONTRIBUTI CASSA EDILE































































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Sanitari 0,250%   0,250%
Contributo Gestione 1,870% 0,380% 2,250%
APE 4,300%   4,300%
Fondo Prepensionamenti 0,200%   0,200%
Fondo Incentivo Occupazione 0,100%   0,100%
Vestiario 0,300%   0,300%
Contributo Formazione e Sicurezza 3,868%   3,868%
Cassa integrazione interinali 0,300%   0,300%
Contributo RLST 0,150%   0,150%
Quote Adesione Contrattuale 0,822% 0,822% 1,644%
     
Totale 12,160% 1,202% 13,362%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%

Licenziamento per soppressione del posto: sufficiente la prova dell’effettivo riassetto organizzativo


Ai fini della legittimità del licenziamento per andamento economico negativo dell’azienda, è sufficiente provare che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa.


Un Tribunale di prime cure rigettava la domanda di un lavoratore al fine di ottenere la declaratoria di nullità e/o inefficacia e/o l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimatogli. Nello specifico, il Giudice riteneva sussistente l’assunto del datore di lavoro convenuto, secondo cui le modifiche della normativa giapponese in materia di controlli dei prodotti aveva comportato una drastica e pressoché totale contrazione, qualitativa e quantitativa, dell’attività di controllo dell’ufficio cui era destinato il lavoratore, a seguito della quale la sua posizione lavorativa era stata soppressa. Con riferimento all’obbligo di “repechage”, il Giudice osservava che il ricorrente non aveva indicato posizioni vacanti cui avrebbe potuto essere utilmente addetto. Successivamente, anche la Corte d’Appello territoriale adita respingeva il reclamo. Così, il lavoratore ricorre in Cassazione lamentando una erronea ripartizione agli oneri di allegazione e prova.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è infondato. Secondo il consolidato orientamento di Cassazione, ai fini della legittimità del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, seppure l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, è piuttosto sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa. E’ dunque in sostanza sufficiente, per la legittimità del recesso, che le addotte ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, causalmente determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa, non essendo la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del posto di lavoro sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità.

Contestazione per indebito utilizzo dei permessi sindacali: onere della prova


In caso di contestazione di indebito utilizzo dei permessi sindacali, qualora il lavoratore, su cui grava il relativo onere, non fornisca la prova dell’esistenza del diritto, trovano applicazione le regole ordinarie del rapporto di lavoro e l’assenza del dipendente è ritenuta mancanza della prestazione per causa a lui imputabile.


Nel caso specifico, un lavoratore proponeva reclamo avverso la decisione di primo grado con cui era stata respinta la sua domanda diretta all’accertamento dell’illegittimità del licenziamento disciplinare intimatogli dal datore per avere, nel corso di alcune giornate di assenza per permessi sindacali, svolto attività ricreative ed avulse dalle finalità sindacali dei permessi accordati, ed in particolare la partecipazione alle riunioni degli organismi sindacali per i quali i permessi erano stati richiesti.
La Corte di appello, in riforma di tale sentenza, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento, condannando lo stesso datore alla reintegra nel suo posto di lavoro.
Nle rietenere erronea la decisione dei giudici del merito, i permessi sindacali retribuiti previsti dallo Statuto dei lavoratori per i dirigenti provinciali e nazionali delle organizzazioni sindacali possono essere utilizzati solo per la partecipazione a riunioni degli organi direttivi, come risulta dal raffronto con la disciplina dei permessi per i dirigenti interni, collegati genericamente all’esigenza di espletamento del loro mandato, e come è confermato dalla possibilità per i dirigenti esterni di fruire dell’aspettativa sindacale, pertanto l’utilizzo per finalità diverse dei permessi giustifica la cessazione dell’obbligo retributivo da parte del datore, che può accertare l’effettiva sussistenza dei presupposti del diritto. Inoltre, l’indebita utilizzazione dei permessi non si traduce in un inadempimento ma rivela l’inesistenza di uno degli elementi costitutivi del diritto, e, in caso di contestazione, qualora il lavoratore, su cui grava il relativo onere, non fornisca la prova dell’esistenza del diritto, trovano applicazione le regole ordinarie del rapporto di lavoro e l’assenza del dipendente è ritenuta mancanza della prestazione per causa a lui imputabile.
Nel caso di specie, risulta dagli accertamenti svolti dal datore di lavoro che il lavoratore, durante i permessi retribuiti, si dedicò ad attività ricreative o personali del tutto avulse dai permessi ottenuti e comunque non partecipò alle riunioni degli organi direttivi dell’organizzazione sindacale per cui ottenne taluni dei permessi sindacali.

Firmato accordo di proroga CIRL Gomma Artigianato Veneto


Siglato lo scorso 1/2/2019, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE Veneto, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la FILCTEM-CGIL regionale del Veneto, la FEMCA-CISL regionale del Veneto, la UILTEC-UIL regionale del Veneto, l’accordo per la proroga del CIRL 9/2/2017 per i dipendenti delle Imprese Artigiane del Settore Chimica, Gomma Plastica, Vetro.

Le parti convengono di unificare i Fondi di secondo livello della categoria Chimica/Gomma Plastica assieme alla categoria Vetro in un unico fondo di secondo livello denominato Area Chimica/Vetro a decorrere dall’1/1/2019: il Comitato di categoria è tenuto a completare l’armonizzazione dei servizi offerti ad imprese e lavoratori.
La quota aggiuntiva di 1,00 € del versamento di secondo livello per il settore vetro e la conseguente prestazione prevista dal CCRL 9/2/2017 viene prorogata sino al 29/2/2020.
Si conviene altresì di mantenere la codifica per il versamento con il mod. B01 secondo gli attuali codici contratto.


Assistenza sanitaria integrativa SANI.IN.VENETO


L’impresa, aderendo al sistema regionale artigiano di sanità integrativa ed ottemperando ai relativi obblighi contributivi, assolve ad ogni suo obbligo nei confronti del dipendente. Il dipendente, nel caso in cui l’impresa non aderisca e non operi il versamento dei relativi contributi, matura nei confronti dell’impresa medesima il diritto alle medesime prestazioni il diritto all’erogazione diretta delle medesime prestazioni erogate dal Fondo Sanitario. L’azienda artigiana non aderente è tenuta a consegnare al dipendente in forza, o all’atto dell’assunzione, il nomenclatore di SANI.IN.VENETO e gli eventuali successivi aggiornamenti.


Obblighi in capo all’impresa che non versa EBAV


L’impresa non aderente alla bilateralità e che non versa la contribuzione EBAV di primo e di secondo livello è tenuta a quanto segue:
– erogazione al dipendente dell’Elemento Aggiuntivo della Retribuzione (EAR.) pari ad € 25,00 lordi mensili, per 13 mensilità, non assorbibili. Il predetto importo è fisso per ciascun livello di inquadramento ed a decorrere dal mese di marzo 2017 sarà corrisposto in cifra fissa, indipendentemente dall’orario di lavoro pattuito;
– corresponsione al lavoratore delle medesime quote erogate da EBAV per le prestazioni di primo e di secondo livello dovute.
L’azienda non aderente e che non versa la contribuzione Ebav di primo e secondo livello è tenuta, desumendola dal sito EBAV, a consegnare al dipendente in forza, o, se neo assunto, al momento dell’assunzione, l’informativa di tutte le prestazioni e degli eventuali successivi aggiornamenti.

Amianto: indicazioni sulle esposizioni sporadiche


Si forniscono alcune indicazioni agli Enti ispettivi sull’applicazione della circolare “Orientamenti pratici per ladeterminazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all’amianto” nell’ambito delle attività di lavoro dipendente.


Il TU sulla sicurezza, delimita il capo III, recante “protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto”, alle “attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate”. La successiva previsione normativa esclude i casi di esposizione sporadiche e di debole intensità tra i quali rientra l’attività di “sorveglianza e controllo dell’aria e prelievo dei campioni ai fini dell’individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale”.
La circolare del 25 gennaio 2011, contenente “lettera circolare in ordine alla approvazione degli Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all’amianto nell’ambito delle attività previste dall’art. 249 commi 2 e 4 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.lgs. 3 agosto 2009, n. 106”, elenca tra le attività “ESEDI” – relative alla “sorveglianza e controllo dell’aria e prelievo dei campioni ai fini dell’individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale” – il campionamento e l’analisi di campioni aerei o massivi ed attività di sopralluogo per accertare lo stato di conservazione dei manufatti installati.
Ciò premesso, viene chiarito che, detta previsione trova applicazione solo nei confronti dei soggetti che svolgono attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate.

Formazione continua per il 2019 per i dipendenti del CCNL Metalmeccanica Industria

Formazione continua per il 2019 per i dipendenti del CCNL Metalmeccanica Industria

Le iniziative di formazione continua programmate dalle aziende metalmeccaniche potrà essere esercitata dai lavoratori anche nel corso del 2019 fino a concorrenza delle 24 ore pro-capite.

Le ore previste dal corso di formazione scelto dal lavoratore sono per 2/3 a carico azienda e per 1/3 a carico del lavoratore.
A seconda dell’organizzazione del corso, le ore a carico del lavoratore potranno essere di tempo libero, per la parte svolta al di fuori dell’orario di lavoro, ovvero coperte con l’utilizzo di un PAR o altre soluzioni concordate individualmente per la parte coincidente con l’orario di lavoro.


I corsi di formazione a cui il lavoratore può chiedere di partecipare sono, in via prioritaria, quelli di cui l’azienda, anche d’intesa con la RSU, ha dato informazione; in assenza di questa attività di orientamento, il lavoratore potrà esercitare il diritto chiedendo di partecipare a iniziative formative finalizzate all’acquisizione o all’aggiornamento di competenze trasversali, digitali, linguistiche, tecniche o gestionali impiegabili nel contesto lavorativo dell’azienda.
A garanzia della qualità dell’offerta formativa, la norma contrattuale individua i soggetti formatori che possono organizzare tali corsi tra i quali è ricompresa, in via esplicita, anche l’azienda.
Per poter esercitare il diritto soggettivo alla formazione il lavoratore dovrà fare richiesta scritta all’azienda entro 10 giorni lavorativi precedenti l’inizio dell’attività formativa alla quale intende partecipare producendo la documentazione a supporto della domanda.
Qualora le iniziative formative scelte dal lavoratore prevedano un costo di frequenza, l’azienda anche integrando risorse pubbliche e private eventualmente a disposizione, dovrà assumersi l’onere della spesa fino ad  un massimo di 300 euro; tale importo non è riproporzionabile in base alla durata del corso.
L’azienda effettuerà il pagamento direttamente al soggetto erogatore del corso di formazione beneficiando, in tal modo, del trattamento fiscale di vantaggio previsto in materia.
Nel caso in cui il lavoratore non si attivi per esercitare il diritto alla formazione continua le ore eventualmente non fruite decadranno e non si darà luogo al cumulo con le ore del successivo triennio 2020-2022.
Diversamente, qualora le ore di formazione richieste dal lavoratore non siano state fruite per ragioni tecnico-organizzative o per il superamento della percentuale massima di assenza complessiva, queste saranno cumulabili con le ore di competenza del triennio successivo.

Accordo sulla stagionalità nel settore Pubblici Esercizi e Ristorazione

Il giorno 7/2/2019, FIPE, ANGEM, LEGACOOP, CONFCOOPERATIVE LAVORO, AGCI e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in materia di “stagionalità”

Il CCNL dei settori Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo 8/2/2018 al Titolo IV – Mercato del Lavoro, disciplina, tra le altre tipologie contrattuali, nel Capo III il contratto a tempo determinato, e nello specifico, l’intensificazione dell’attività legata al flusso della clientela. Tali intensificazioni sono riconducibili alla stagionalità da intendersi come tale non solo per le aziende che nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, osservano nel corso dell’anno uno o più periodi di chiusura al pubblico, ma anche per le aziende ad apertura annuale.
Partendo dalla premessa che la materia è stata oggetto di modifiche da parte di interventi legislativi, le Parti, firmatarie il suddetto CCNL, concordano che quanto definito dall’art. 90 dal CCNL per i dipendenti del settori Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo 8/2/2018, soddisfa i requisiti legali richiesti dal D.Lgs. 15/6/2015 n. 81 al fini dell’applicazione delle specifiche normative.
Per esigenze di completezza, si riporta il testo dell’art. 90 del CCNL 8/2/2018:
“1) Le parti convengono, nell’ambito della propria autonomia contrattuale, che rientrano nei casi di legittima apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato le intensificazioni dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno, quali:
– periodi connessi a festività, religiose e civili, nazionali ed estere;
– periodi connessi allo svolgimento di manifestazioni;
– periodi interessati da iniziative promozionali e/o commerciali;
– periodi di intensificazione stagionale e/o ciclica dell’attività in seno ad aziende ad apertura annuale….”

Crediti di lavoro, non ammissibile l’eccezione di prescrizione presuntiva per il Tfr


In materia di crediti di lavoro, le prescrizioni presuntive contemplate dall’art. 2954 e seguenti del Codice civile, trovano il loro fondamento sul presupposto che in numerosi rapporti della vita quotidiana il pagamento con cadenza periodica suole avvenire con una certa immediatezza, sicché il decorso di un breve periodo di tempo (sei mesi, un anno o tre anni) fa presumere l’estinzione del debito, determinando una inversione dell’onere della prova con la possibilità che tale presunzione sia vinta mediante specifici strumenti processuali.


Un Giudice di prime cure, in accoglimento dell’eccezione di prescrizione presuntiva sollevata da un datore di lavoro, rigettava le domande nei confronti di quest’ultimo proposte da un ex dipendente ed intese a conseguire differenze retributive, connesse a un rivendicato superiore inquadramento. Detta pronuncia veniva parzialmente riformata dalla Corte di appello distrettuale che, in estrema sintesi, riteneva inapplicabile le eccezioni di prescrizione in relazione al TFR, mensilità aggiuntive, indennità sostitutiva delle ferie e festività, condannando il datore di lavoro al pagamento delle competenze.
Avverso tale decisione, il datore di lavoro propone ricorso in Corte di Cassazione, prospettando l’applicabilità anche ai crediti relativi a Tfr, 13° e 14° mensilità, della prescrizione presuntiva, vertendosi in ipotesi di crediti di natura retributiva corrisposti per periodi superiori al mese.
Per la Suprema Corte il motivo è in parte fondato. In via preliminare, con riguardo alle retribuzioni periodiche (salari, stipendi, ma anche mensilità aggiuntive, gratifiche annuali) vale il richiamo a “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” contenuto nell’art. 2948, n. 4, c.c., in tema di prescrizione quinquennale. Tuttavia, tali crediti di lavoro relativi ai singoli emolumenti retributivi periodici, nonché le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro di cui all’art. 2948, n. 5, c.c., sono sottoposti anche alla concorrente prescrizione presuntiva di un anno per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese (artt. 2955, n. 2, c.c.) e di tre anni per le retribuzioni corrisposte per periodi superiori al mese (art. 2956, n. 1, c.c.).
Tale istituto, incontestabilmente ritenuto applicabile, anche se decisamente in via residuale, ai crediti di lavoro, non costituisce prescrizione in senso proprio, non comportando l’estinzione del diritto, giacché si limita ad integrare, a fronte del decorso del tempo stabilito ex lege, una presunzione legale del suo soddisfacimento, che può essere superata fornendo in giudizio la prova contraria nei limiti ammessi dallo stesso codice civile. Le prescrizioni presuntive contemplate (art. 2954 e ss. c.c.) trovano il loro fondamento sul presupposto che in numerosi rapporti della vita quotidiana il pagamento suole avvenire con una certa immediatezza, sicché il decorso di un breve periodo di tempo (sei mesi, un anno o tre anni) fa presumere l’estinzione del debito, determinando una inversione dell’onere della prova con la possibilità che tale presunzione sia vinta mediante gli strumenti processuali descritti (confessione giudiziale del datore di lavoro o deferimento allo stesso del giuramento decisorio). Proprio in ragione della ripetitività dei pagamenti, deve escludersi che il Tfr possa ritenersi assoggettato alla invocata prescrizione presuntiva.