Incentivo assunzione percettori Rdc, l’istanza telematica disponibile dal 15 novembre


Con messaggio n. 4099 dell’8 novembre 2019, l’Inps comunica le modalità operative per la richiesta e la fruzione dell’incentivo all’assunzione di percettori del reddito di cittadinanza


In merito all’applicazione dell’incentivo all’assunzione di percettori del reddito di cittadinanza (art. 8, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, conv. in L. 28 marzo 2019, n. 26), l’Inps rende noto che sul sito istituzionale, nella sezione “Portale delle Agevolazioni” (ex sezione DiResCo), entro il 15 novembre 2019 sarà reso disponibile il modulo di richiesta dell’agevolazione, denominato “SRDC – Sgravio Reddito di Cittadinanza – art. 8 del d.l. n. 4/2019”. Il datore di lavoro interessato ad accedere all’incentivo dovrà inviare la domanda telematica per il riconoscimento dell’agevolazione, nonché la determinazione dell’importo e della durata. Nella medesima istanza, sarà necessario indicare se l’assunzione del beneficiario del Rdc riguardi un’attività lavorativa coerente con il percorso formativo seguito in base al patto di formazione. Tale circostanza, infatti, determina per il datore di lavoro una fruizione del beneficio in misura ridotta, in quanto una quota dell’incentivo, pari all’importo mensile già riconosciuto al datore di lavoro sulla base delle regole che determinano la misura dello stesso e, comunque, non superiore alla metà del reddito di cittadinanza spettante, viene riconosciuta, sempre in forma di sgravio contributivo, anche all’Ente di formazione che ha qualificato o riqualificato il lavoratore assunto. Al riguardo, l’Ente potrà verificare l’ammontare dello sgravio spettante mediante la consultazione di un’apposita utility che verrà messa a disposizione dall’Istituto.
L’Inps, una volta ricevuta la domanda telematica, mediante i propri sistemi informativi centrali:
– verificherà preventivamente che il datore di lavoro abbia comunicato la disponibilità dei posti vacanti (vacancy) alla piattaforma digitale dedicata al Rdc presso l’ANPAL;
– calcolerà l’ammontare e la durata del beneficio spettante in base alle informazioni sul Reddito di cittadinanza in suo possesso e in base all’ammontare dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore  dichiarati nella richiesta;
– consulterà il Registro nazionale degli aiuti di Stato per verificare che per quel datore di lavoro vi sia possibilità di riconoscere aiuti de minimis;
– fornirà, eventualmente, un riscontro di accoglimento della domanda, contestualmente elaborando il relativo piano di fruizione.
L’importo dell’incentivo riconosciuto dalle procedure telematiche costituirà l’ammontare massimo dell’agevolazione che potrà essere fruita nelle denunce contributive. Lo sgravio sarà riconosciuto in base al minor valore tra il beneficio mensile del Rdc spettante al nucleo familiare, il tetto mensile di 780,00 euro e i contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore calcolati con riferimento al rapporto di lavoro a tempo pieno. Pertanto, nelle ipotesi di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part-time (art. 8, D.Lgs. n. 81/2015), sarà onere del datore di lavoro eventualmente riparametrare l’incentivo spettante in base ai contributi effettivamente dovuti e fruire dell’importo ridotto. La fruizione del beneficio per il datore di lavoro e per l’ente di formazione accreditato potrà avvenire mediante conguaglio/compensazione nelle denunce contributive (flusso UniEmens o DMAG).
I datori di lavoro che operano con il sistema UniEmens, a partire dal flusso di competenza novembre 2019, esporranno il beneficio spettante valorizzando all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <Incentivo>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “RDCP”, avente il significato di “Incentivo reddito di cittadinanza art. 8 del decreto legge 28 gennaio 2019”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente.
Per il recupero dell’incentivo relativo ai mesi di competenza da aprile 2019 a ottobre 2019, le aziende dovranno avvalersi della procedura di regolarizzazione. I dati così esposti nell’UniEmens saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 “VIRTUALE” ricostruito dalle procedure con il codice “L522”, avente il significato di “conguaglio incentivo reddito di cittadinanza art. 8 del decreto legge 28 gennaio 2019”.
Per le modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione dell’agevolazione in misura ridotta per assunzione successiva all’intervento dell’Ente Formatore, i datori di lavoro autorizzati, per esporre il beneficio spettante, a partire dal flusso UniEmens di competenza novembre 2019, dovranno valorizzare, all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <Incentivo>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “RDCD”, avente il significato di “Incentivo reddito di cittadinanza art. 8 del decreto legge 28 gennaio 2019 ridotto”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente.
Per il recupero dell’incentivo relativo ai mesi di competenza da aprile 2019 a ottobre 2019, le aziende dovranno avvalersi della procedura di regolarizzazione. I dati sopra esposti nell’UniEmens saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 “VIRTUALE” ricostruito dalle procedure con il codice “L523”, avente il significato di “conguaglio Incentivo Reddito di Cittadinanza art. 8 del decreto legge 28 gennaio 2019 ridotto”.

Impresa in regime forfetario: l’avviamento è imponibile

Con la Risposta a interpello n. 478 del 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di cessione d’azienda di un’impresa in regime forfetario, la parte di corrispettivo imputabile ad avviamento deve essere assoggettata ad imposta, applicando la tassazione separata se ricorrono le condizioni ovvero l’imposizione sostitutiva del regime forfetario.

Il regime “forfetario” rappresenta il regime fiscale naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché sussistano i requisiti e non si verifichino le cause ostative previste dalla normativa speciale di riferimento.
In merito alla determinazione del reddito imponibile per i soggetti in regime forfetario, è stato chiarito che in un’ottica di maggiore semplificazione devono ritenersi prive di rilevanza fiscale le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime, anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime agevolato.
Ciò in quanto, in base al regime forfetario i costi dell’attività d’impresa, ivi compresi quelli relativi agli specifici beni relativi all’impresa stessa, sono deducibili forfetariamente.
In altri termini, considerato che il costo per l’acquisto di beni d’impresa non è deducibile, il legislatore non ha disciplinato la fase di realizzo dei beni stessi, riconoscendo implicitamente la non rilevanza fiscale di eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate dalla loro cessione.
In caso di cessione d’azienda, tuttavia, l’eventuale plusvalenza realizzata risulta imputabile sia ai beni ceduti, sia all’avviamento.
Con riferimento al corrispettivo imputabile all’avviamento, non si è in presenza di un plusvalore relativo a un bene relativo all’impresa il cui costo non è stato oggetto di deduzione ai fini fiscali, ma di un valore rappresentativo della capacità reddituale prospettica, in quanto tale riconducibile nell’ambito dei ricavi e pertanto fiscalmente rilevante.
Di conseguenza il valore dell’avviamento deve essere assoggettato a tassazione.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile:
– assoggettare l’avviamento a tassazione separata, se sussistono i presupposti (avviamento realizzato mediante cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni);
– far concorrere il valore dell’avviamento alla determinazione dell’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo imposta, cui applicare il coefficiente di redditività per determinare il reddito imponibile.

“Non emesse” le fatture elettroniche scartate


Si considerano non emesse la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI (AGENZIA DELLE ENTRATE – Principio di diritto 11 novembre 2019, n. 23).

La mancata emissione della fattura nei termini legislativamente previsti – cui va equiparata la tardività di tale adempimento comporta, in primis, l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 6 del d.lgs. n. 471 del 1997 ossia, per ciascuna violazione:
– fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato con un minimo di 500 euro (cfr. il comma 1, primo periodo, nonché il successivo comma 4);
– da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.
Troveranno altresì applicazione, non cumulativa, ma alternativa tra loro, gli istituti individuati nell’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (concorso di violazioni e continuazione) e nell’articolo 13 del medesimo d.lgs. (c.d. “ravvedimento operoso”).
Il legislatore, inoltre, con specifico riferimento al primo periodo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica tramite SdI (primo semestre del 2019) ha statuito che le sanzioni sopra individuate:
– non trovano applicazione qualora la fattura elettronica sia regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA relativa all’operazione documentata;
– sono ridotte dell’80 per cento, se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo, riduzione che si applica sino al 30 settembre 2019 per i soli contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile.

Prorogato il CCNL dei Dirigenti delle Agenzie Marittime

 



 


Prorogato il CCNL per i dirigenti delle agenzie marittime raccomandatarie, agenzie aeree e mediatori marittimi.

Siccome il  31/12/2018 è scaduto il CCNL 31 per i dirigenti delle agenzie marittime raccomandatarie, al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, finalizzato a meglio affrontare ia situazione di incertezza nel settore nel suo complesso, e, contemporaneamente, di garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste, le parti concordano di prorogarne la vigenza fino al 31/12/2019.
Al fine di garantire il processo di riallineamento della previdenza complementare del Fondo Mario Negri, le Parti concordano una variazione del 2% del contributo integrativo a carico del datore di lavoro di cui all’art 25, comma 6, del vigente CCNL.
Pertanto, per il periodo di proroga del suddetto CCNL (1/1/2019 – 31/12/2019) l’aliquota del contributo integrativo passa dall’attuale 2,11% al 2,15% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8 dello stesso art. 25.


Le Parti riconfermano, inoltre, la necessità di affrontare le sfide indotte dalle profonde trasformazioni che investono le imprese ed i! lavoro manageriale e perciò intendono confermare il percorso contrattuale intrapreso in materia di welfare e bilateralità, come leva strategica competitiva.
A tale scopo, per tutto l’arco della proroga di cui sopra, le Parti concordano di mantenere un confronto aperto per approfondire le questioni legate alla sostenibilità del welfare e della bilateralità contrattuale attraverso una programmazione di incontri nel medio periodo. Nell’ambito di tale ciclo di incontri potranno essere altresì valutate specifiche esigenze degli strumenti di welfare contrattuale.
Per tutto quanto non previsto dal presente accordo, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL e successive integrazioni, che si intendono integralmente confermate fino alla suddetta data di scadenza.


Indici sintesi di affidabilità: chiarimenti sulle cause di esclusione


L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla causa di esclusione dagli ISA prevista per i periodi d’imposta nei quali il contribuente abbia iniziato o cessato l’attività ovvero non si trovi in condizioni di normale svolgimento della stessa (Agenzia Entrate – risposta n. 479/2019).

La causa di esclusione in commento prevede che gli indici non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente ha iniziato o cessato l’attività ovvero non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa.
In relazione a tale seconda fattispecie, si considera non normale svolgimento dell’attività il periodo in cui l’impresa non ha ancora iniziato l’attività produttiva prevista dall’oggetto sociale (ad es. perché la costruzione dell’impianto da utilizzare per lo svolgimento dell’attività si è protratta oltre il primo periodo d’imposta, per cause indipendenti dalla volontà dell’imprenditore; non sono state rilasciate le autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell’attività).
Nei modelli ISA 2019 in cui viene richiesta la compilazione del campo “Anno d’inizio attività” le relative istruzioni chiariscono che: “Il dato riguardante l’anno di inizio attività deve essere fornito facendo riferimento alla relativa dichiarazione di inizio dell’attività comunicata all’Amministrazione Finanziaria”.
Tanto premesso, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la causa di esclusione in questione relativa all’inizio attività può essere dichiarata per il periodo di imposta per il quale la dichiarazione di inizio dell’attività è stata comunicata all’Amministrazione finanziaria.
Ricorrendone le condizioni, per i periodi d’imposta successivi, può essere dichiarata la causa di esclusione relativa al non normale svolgimento dell’attività.


Retribuzioni Operai Agricoli Piacenza



Si riportano le tabelle retributive per gli operai agricoli della provincia di Piacenza in vigore dall’1/4/2019


TABELLA RETRIBUTIVA SALARIATI FISSI DAL 01 APRILE 2019











































Qualifiche Livelli

Salario dal 1/4/2019

1 scatto

2 scatto

3 scatto

4 scatto

5 scatto

1 Area – 1 livello – Specializzato Super 1.643,25 1.656,03 1.668,81 1.681,59 1.694,37 1.707,15
1 Area – 2 livello – Specializzato 1.560,21 1.572,71 1.585,21 1.597,71 1.610,21 1.622,71
2 Area -3 livello – Qualificato Super 1.503,66 1.515,59 1.527,52 1.539,45 1.551,38 1.563,31
2 Area – 4 livello – Qualificato 1.421,69 1.433,05 1.444,41 1.455,77 1.467,13 1.478,49
3 Area – 5 livello – Comune 1.285,48 1.295,37 1.305,26 1.315,15 1.325,04 1.334,93


















Scatti di anzianità

1 livello 12,78
2 Livello 12,50
3 Livello 11,93
4 Livello 11,36
5 Livello 9,89









Generi in natura

addetto settore zootecnico € 26,83 mensili
altri operai € 16,00 mensili





Capo uomo

Agli operai con tale qualifica spetta una maggiorazione del 4% dello stipendio


TABELLA RETRIBUTIVA BRACCIANTI AVVENTIZI DAL 01 APRILE 2019













































Qualifiche Livelli

Paga Oraria base

3° elemento

Paga Oraria dal 1/4/2019

T.F.R.

Totale Retribuzione

1 Area – 1 livello – Specializzato Super 9,76 2,97 12,73 0,84 13,57
1 Area – 2 livello – Specializzato 9,28 2,82 12,10 0,80 12,90
2 Area -3 livello – Qualificato Super 8,93 2,72 11,65 0,77 12,42
2 Area – 4 livello – Qualificato 8,44 2,57 11,01 0,73 11,74
3 Area – 5 livello – Comune 7,64 2,33 9,97 0,66 10,63
3 Area – 6 livello – Addetto Raccolta 5,86 1,79 7,65 0,51 8,16

“Fatto sussistente ma privo di illiceità” e tutela reintegratoria


L’insussistenza del fatto contestato, di cui all’art. 18 della I. n. 300/1970, come modificato dall ‘art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012, “comprende l’ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta illiceità”.


La Corte di appello di Ancona ha confermato la sentenza, con la quale il Tribunale della medesima sede aveva dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato, in relazione a plurimi addebiti contestati, con la condanna della società alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di una indennità risarcitoria determinata in dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
Ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza la società, affidandosi a cinque motivi, assistiti da memoria.
Con riferimento al primo motivo (infondato), la ricorrente censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto tardiva la contestazione disciplinare. In linea generale, il principio dell’immediatezza della contestazione mira, da un lato, ad assicurare al lavoratore incolpato il diritto di difesa nella sua effettività e dall’altro, nel caso di ritardo della contestazione, a tutelare il legittimo affidamento del prestatore sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto incriminabile. Nella specie, la Corte di appello, con una congrua e corretta motivazione, comunque non oggetto di ammissibile censura, ha ritenuto tardiva la contestazione disciplinare, in relazione agli addebiti concernenti il ripianamento dell’ammanco di cassa e la svendita di merce, osservando come, essendo stata informata di entrambi i fatti l’area manager, e cioè la figura apicale dell’azienda nel punto vendita, secondo quanto accertato in istruttoria, era da ritenere che la datrice di lavoro ne avesse avuto piena e immediata conoscenza e ciò anche sul rilievo che il ritardo nella contestazione dell’addebito non può essere giustificato dal fatto che i diretti superiori gerarchici del lavoratore abbiano omesso di riferire tempestivamente agli organi titolari del potere disciplinare in ordine all’infrazione posta in essere dal dipendente.
In merito al secondo motivo di ricorso ed alla contestazione sull’applicazione della tutela della reintegrazione nel posto di lavoro, ritenendo la ricorrente che nell’ipotesi di fatto sussistente ma privo di illiceità, la tutela da riconoscersi a favore del lavoratore dovesse essere soltanto quella risarcitoria, la Corte territoriale ha accertato, in relazione a taluni addebiti, la materiale insussistenza del fatto, così come contestato (quanto al fatto, oggetto di una precedente contestazione disciplinare, di essersi espresso in modo inurbano durante un colloquio telefonico con un rappresentante sindacale, il relativo procedimento era stato archiviato, con conseguente operatività del divieto di bis in idem).
La Corte territoriale ha poi accertato, in relazione ad altri addebiti, elementi idonei ad escludere la illiceità della condotta, come l’aver consentito che alcuni dipendenti fossero segnalati ai clienti come installatori accreditati dal punto vendita, essendo una prassi aziendale consolidata e risalente nel tempo o la vendita a prezzo ridotto di taluni quantitativi di merce, risultando, in ogni caso, tra le facoltà del gestore del punto vendita, anche quella di operare sconti in caso di deterioramento.
Ne consegue che la Corte ha correttamente richiamato e applicato il principio, per il quale l’insussistenza del fatto contestato, di cui all’art. 18 della I. n. 300/1970, come modificato dall ‘art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012, “comprende l’ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta illiceità” (Cass. n. 20540/2015; conformi, fra le molte: Cass. n. 18418/2016; n. 11322/2018).
I due motivi di ricorso, così come i restanti, sono stati pertanto ritenuti infondati ed il ricorso rigettato.


Rinnovato il CCNL GAS e ACQUA



Sottoscritto il rinnovo del CCNL del Settore Gas-Acqua applicabile a seguito dallo scioglimento della riserva delle Parti stipulanti entro il mese corrente.


 


Il contratto decorre dall’1/1/2019 ed avrà vigore fino a tutto il 31/12/2021.


 


Incremento dei minimi (TEM)
Viene riportato il valore dei nuovi minimi tabellari integrati per ciascun livello di inquadramento alle decorrenze indicate, come da tabella degli aumenti parametrati che segue.



























































AUMENTI DEI MINIMI

Livello

Parametro

Decorrenze

1/12/2019

1/9/2020

1/9/2021

Q 200,74 36,35 39,16 41,96
8 181,29 32,83 35,37 37,89
7 167,50 30,33 32,68 35,01
6 153,69 27,83 29,98 32,12
5 139,96 25,35 27/30 29,25
4 131,42 23,80 25,64 27,47
3 122,95 22,27 23,99 25,70
2 111,15 20,13 21,68 23,23
1 100,00 18,11 19,51 20,90
















































Livello

Minimo all’1/12/2019

Minimo all’1/9/2020

Minimo all’1/9/2021

Quadro 3.002,70 3.041,86 3.083,82
8 2.711,64 2.747,01 2.784,90
7 2.505,39 2.538,07 2.573,08
6 2.298,91 2.328,89 2.361,01
5 2.093,44 2.120,74 2.149,99
4 1.965,70 1.991,34 2.018,81
3 1.839,04 1.863,03 1.888,73
2 1.662,50 1.684,18 1.707,41
1 1.495,79 1.515,30 1.536,20


 


Una tantum
Per il periodo pregresso si procederà inoltre al pagamento ai lavoratori in forza alla data dell’1/12/2019 di una somma forfettaria pari a 100 euro sui parametro medio, in forma di una tantum, per gli importi di cui alla tabella che segue.







































Livello

Parametro

Una tantum

Q 200,74 139,86
8 181,29 126,31
7 167,50 116,70
6 153,69 107,08
5 139,96 97,51
4 131,42 91,56
3 122,95 85,66
2 111,15 77,44
1 100,00 69,67


Tale importo, già comprensivo di qualsiasi incremento retributivo riferibile al periodo 1/6/2019-30/11/2019, è escluso dalla base di calcolo del TFR ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine o legale contrattuale ed è quindi comprensivo degli stessi.


L’importo forfettario, per le quote spettanti, è corrisposto in unica soluzione con la retribuzione del mese di dicembre 2019, in misura pari ad 1/6 per mese intero di servizio prestato da ciascun lavoratore nel periodo sopra indicato; si intende per mese intero la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni.


Welfare
A decorrere dall’1/7/2020 la quota destinata ai finanziamento del welfare contrattuale di settore è incrementata di un importo ulteriore pari a 5,00 euro per ogni mensilità imponibile. La ripartizione della suddetta quota tra l’incremento della contribuzione a carico azienda in favore dei lavoratori iscritti ai Fondi di Previdenza complementare negoziali di settore ed il finanziamento di altri istituti di welfare contrattuale, anche di nuova istituzione, sarà oggetto di accordo tra le Parti, anche a livello di singola associazione, entro il 30/6/2020.


Produttività
La quota di incremento destinata alla pattuizione di elementi retributivi da collegare ad incrementi di produttività/redditività/competitività è annuale ed è stata quantificata considerando in essa anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensiva degli stessi. L’importo sarà utilizzato per la definizione/incremento dei premi di risultato nel periodo considerato, secondo i criteri da definire in sede di contrattazione aziendale.
Il valore di ciascun scaglione della quota sarà annualmente erogato a livello aziendale, in caso di raggiungimento degli obiettivi di produttività/redditività/competitività, sotto forma di “una tantum” secondo le modalità definite negli specifici accordi aziendali ed in linea con la legislazione vigente sui premi di risultato. Resta inteso che Se quote indicate per ciascun anno di competenza saranno erogate, ricorrendone i presupposti stabiliti dalla contrattazione aziendale, nell’anno successivo.







Decorrenza

2020

2021

Importo complessivo su parametro medio 143,53 € 238,00 € 238,00


Quote di servizio
Le aziende effettueranno nei confronti dei lavoratori, su indicazione delle OO.SS. stipulanti, una trattenuta a titolo di quota straordinaria per il rinnovo contrattuale sulla retribuzione dei mese di aprile 2020. I lavoratori contrari potranno opporsi a tale trattenuta. Le quote trattenute verranno versate dalle aziende alle OO.SS. stipulanti.


 

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia


11 novembre 2019 Istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.


La Commissione in questione accerta (Senato della Repubblica, delibera 31 ottobre 2019):
– l’entità dello sfruttamento del lavoro con particolare riguardo agli strumenti di prevenzione e repressione;
– l’entità della presenza dei minori, con particolare riguardo ai minori provenienti dall’estero e alla loro protezione ed esposizione a rischio;
– l’incidenza del fenomeno della presenza di imprese controllate direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata, nonché il rispetto della normativa in caso di appalti e subappalti con specifico riguardo ai consorzi, al fenomeno delle cooperative di comodo, alle reti di impresa e ai siti produttivi complessi, con particolare evidenza ai settori sensibili come edilizia e logistica;
– la presenza delle cooperative spurie sul territorio nazionale, che operano in violazione della normativa vigente ed esercitano concorrenza sleale;
– la congruità delle provvidenze previste dalla normativa vigente a favore dei lavoratori o dei loro familiari in caso di infortunio sul lavoro;
– l’idoneità dei controlli da parte degli organi di vigilanza sull’applicazione delle norme antinfortunistiche;
– la dimensione e la gravità degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;
– le cause degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alla loro entità nell’ambito del lavoro nero o sommerso e del doppio lavoro;
– l’incidenza complessiva del costo degli infortuni sul lavoro sulla dimensione familiare dei lavoratori, sulla produttività delle imprese, sul Servizio sanitario nazionale e sul sistema economico;
– eventuali nuovi strumenti legislativi e amministrativi da proporre al fine della prevenzione e della repressione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;
– l’incidenza e la prevalenza del fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in ragione dell’età, del genere e del luogo di residenza delle vittime, attraverso lo svolgimento di appropriate analisi.
La Commissione – istituita per la durata della XVIII legislatura – riferisce al Senato ogni qual volta lo ritenga opportuno.
Essa procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Ha facoltà di acquisire, anche in deroga al divieto stabilito dall’art. 329 del codice di procedura penale, copie di atti e di documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e di documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. Garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia sono coperti da segreto.
La Commissione ha facoltà di acquisire, da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, copie di atti e di documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti in materie attinenti alle finalità della presente inchiesta.
Può avvalersi dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.
I componenti della Commissione, i funzionari e il personale addetti alla Commissione stessa e tutte le altre persone che collaborano con la Commissione o compiono o concorrono a compiere atti d’inchiesta oppure che vengono a conoscenza di tali atti per ragioni d’ufficio o di servizio sono obbligati al segreto, anche dopo la cessazione dell’incarico.

Terziario – Confcommercio Milano : firmato l’accordo sui contratti a tempo determinato

Terziario – Confcommercio Milano : firmato l’accordo sui contratti a tempo determinato

Firmato l’Accordo per attuazione della regolamentazione sui contratti a tempo determinato del CCNL del Terziario Distribuzione e Servizi per le province di Milano, Lodi, Monza e Brianza

Le aziende del commercio della Città di Milano potranno assumere lavoratori a tempo determinato in particolari periodi dell’anno, applicando la specifica disciplina prevista per le attività stagionali.
Tale Accordo permette ai datori di lavoro di gestire i picchi dell’attività lavorativa (festività natalizie/pasquali e stagione estiva), rispondendo alle esigenze di flessibilità organizzativa derivante dalla crescita dei flussi turistici e di quelli emergenti legati alla cultura, alle manifestazioni ed eventi e di affrontare la sfida delle Olimpiadi invernali 2026.
Inoltre, le aziende potranno assumere lavoratori a tempo determinato per la partecipazione a fiere ed eventi che si


L’Accordo è applicabile esclusivamente dai datori di lavoro  che:
1. siano associati ad Associazioni di categoria o territoriali aderenti a Confcommercio Milano;
2. applichino e rispettino integralmente, sia per la parte c.d. economica/normativa sia per la parte c.d. obbligatoria, il CCNL Terziario della Distribuzione e dei Servizi sottoscritto da Confcommercio e Filcams – CGIL, Fisascat – CISL e Uiltucs – UIL;
3. versino a Ebiter Milano i contributi previsti dal CCNL del Terziario della Distribuzione e dei Servizi;
4. non utilizzino contratti di lavoro intermittente e non utilizzino, contemporaneamente alle assunzioni a termine ai sensi del presente Accordo, nelle unità operative interessate e per le medesime mansioni, contratti di somministrazione di lavoro;
5. non svolgano le attività individuate dal D.P.R. del 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni;
6. siano privi di Rappresentanze Sindacali Aziendali – RSA e/o di Rappresentanze Sindacali Unitarie – RSU nell’ambito della Città Metropolitana di Milano.