EBT Perugina: costituito il Fondo di Solidarietà

 

Entro il 29 febbraio 2016, le imprese ed i lavoratori interessati devono presentare la domanda di richiesta prestazione del Fondo di Solidarietà costituito e gestito da Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, attraverso la contribuzione all’Ente Bilaterale del Terziario della Provincia di Perugia.

 

L’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà è riservato alle aziende e ai lavoratori in regola con la contribuzione all’Ente Bilaterale del Terziario (EBT) della Provincia di Perugia, almeno dall’1/1/2015.
La suddetta domanda di richiesta del fondo, completa di ogni documento richiesto, dovrà essere inviata, entro il 29 febbraio 2016, per posta o consegnata a mano, all’Ente Bilaterale del Terziario della Provincia di Perugia c/o Confcommercio, oppure inviata on line attraverso il sito www.ebtperugia.itutilizzando i moduli predisposti completi della documentazione comprovante il diritto a percepire il contributo.
Inoltre, l’EBT di Perugia è in grado di offrire quest’anno un considerevole numero di corsi di formazione gratuiti per lavoratori e datori di lavori, anche nelle aree della formazione obbligatoria e continua, sicurezza nei luoghi di lavoro e igiene degli alimenti.
L’iscrizione ai corsi dell’Ente Bilaterale del Terziario può essere effettuata on line sul sito formazione.ebtperugia.it.

Prestazioni a favore dei dipendenti:
Fondo Ortodontico: Contributo a favore del dipendente che, nel corso dell’anno 2015, ha sostenuto spese per apparecchi ortodontici dei propri figli. Tale contributo previsto è del 50% della spesa con un contributo massimo di 400,00 € di erogazione.
Fondo Natalità: Contributo a favore del dipendente per la nascita o per l’adozione di un figlio con età inferiore ai diciotto anni nell’anno 2015. Tale contributo è di € 400,00.
Fondo Invalidità: Contributo a favore del dipendente il cui figlio abbia un’invalidità permanente almeno del 67% o di grave entità. Tale contributo è di € 800,00.
Fondo istruzione: Contributo una tantum a favore del dipendente quale concorso per le spese sostenute nel 2015 per l’asilo nido/materno, campus estivi, mensa scolastica, trasporto scolastico e libri (per scuola secondaria di primo, secondo grado, università) dei propri figli. Tale contributo è distinto in base al numero dei figli (il 50% della spesa con un contributo massimo di € 300,00 per chi ha un figlio; il 50% della spesa con un contributo massimo di € 400,00 per chi ha due figli; il 50% della spesa con un contributo massimo di € 500,00 per chi ha oltre due figli).
Fondo Borse di studio: Contributo a favore del dipendente studente o del proprio figlio che abbia conseguito, nell’anno 2015, il diploma di maturità o di laurea breve o di laurea specialistica. Tale contributo è di € 500,00 per la laurea specialistica; di € 400,00 per la laurea breve; di € 300,00 per il diploma di maturità.
Fondo Occhiali da vista/lenti a contatto: Contributo una tantum a favore del dipendente per l’acquisto degli occhiali da vista o lenti a contatto del lavoratore o dei propri figli. Tale contributo è del 50% della spesa con un contributo massimo di € 200,00 di erogazione.

Prestazioni a favore delle aziende:
Fondo Stabilizzazione Occupazione: Contributo a favore dell’azienda che trasforma, nel corso del 2015, a tempo indeterminato un lavoratore alle proprie dipendenze con contratto a termine o assume a tempo indeterminato un lavoratore che abbia superato il 40esimo anno di età (esclusa la trasformazione degli apprendisti). Tale contributo è di € 2.000,00.
Fondo spese istruttoria per richieste al sistema CONFIDI: Contributo a favore dell’azienda che nel corso del 2015 ha sostenuto spese concernenti l’istruttoria delle pratiche per la richiesta della garanzia al sistema Confidi del settore terziario. Tale contributo previsto è pari al 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di € 1.000,00.
Fondo Sicurezza e HACCP: Contributo a favore dell’azienda che nel corso del 2015 ha sostenuto spese per il miglioramento degli standard di sicurezza. Tale contributo è pari al rimborso del 50% della spesa con un contributo massimo di € 500,00.
Fondo Spese per l’adeguamento della sicurezza nei luoghi di lavoro, per i sistemi antifurto e per l’igiene degli alimenti (haccp): Contributo a favore dell’azienda che nel corso del 2015 ha sostenuto spese in attrezzature di qualunque tipo atte a migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro, per i sistemi antifurto e per la normativa HACCP. Tale contributo è del 50% della spesa con un contributo massimo di 500,00 € di erogazione.
Fondo Aggiornamento software: Contributo a favore dell’azienda che nel corso del 2015 ha sostenuto spese per l’aggiornamento di software. Tale contributo è del 50% della spesa con un contributo massimo di 500,00 € di erogazione.

Prestazioni a favore sia dei lavoratori che dei datori di lavoro:
Fondo Decesso: Contributo a favore della moglie/marito e/o del/dei figlio/i del dipendente o del datore di lavoro deceduto nel corso dell’anno 2015. Tale contributo è pari ad € 1.500,00.

Cigs, emanato il decreto ministeriale contenente i criteri di valutazione dei programmi aziendali

I nuovi criteri per l’approvazione dei programmi presentati dalle imprese per le richieste di cassa integrazione guadagni straordinaria

Nel caso di richiesta di intervento straordinario di integrazione salariale per riorganizzazione aziendale, l’impresa deve presentare un programma di interventi volti a fronteggiare le inefficienze della struttura gestionale, commerciale o produttiva, anche nel caso di ridefinizione dell’assetto societario e del capitale sociale, ovvero della ricomposizione dell’assetto e dell’articolazione produttiva dell’impresa. Il programma di interventi può contenere investimenti per impianti fissi ed attrezzature direttamente impegnate nel processo produttivo e può prevedere attività di formazione e riqualificazione professionale delle risorse interne. Il valore medio annuo degli investimenti realizzato nelle unità aziendali interessate, comprensivi dei contributi pubblici, deve essere superiore al valore medio annuo degli investimenti della medesima tipologia, operati nel biennio precedente. Nel programma devono essere indicate le previsioni di recupero occupazionale dei lavoratori interessati alle sospensioni o riduzioni di orario, nella misura minima del 70%. Per gli eventuali esuberi strutturali devono essere dettagliatamente precisate le modalità di gestione.
Ai fini dell’approvazione dei programmi dì crisi aziendale, gli indicatori economico-finanziari di bilancio (fatturato, risultato operativo, risultato d’impresa, indebitamento), complessivamente considerati e riguardanti il biennio precedente, devono far emergere un andamento a carattere negativo ovvero involutivo. Deve essere verificato, in via generale, il ridimensionamento, o quantomeno la stabilità, dell’organico aziendale nel biennio precedente l’intervento della Cigs, e di norma l’assenza di nuove assunzioni, con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni. Diversamente, l’impresa dovrà motivare la necessità delle suddette assunzioni. Da parte dell’impresa, deve essere presentato un piano di risanamento che definisca gli interventi correttivi, volti a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria o gestionale per ciascuna unità aziendale o settore di attività dell’impresa. Inoltre, il programma di risanamento deve essere finalizzato a garantire la continuazione dell’attività e la salvaguardia, seppure parziale, dell’occupazione. In mancanza, l’impresa deve presentare un piano di gestione degli esuberi strutturali. Quando la situazione di crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale, la fattispecie è valutata prescindendo dall’analisi degli indicatori.
Infine, per l’accesso al trattamento di integrazione salariale a seguito della stipula di un contratto di solidarietà, il contratto non può riguardare casi di fine lavoro e fine fase lavorativa nei cantieri edili. Il ricorso al contratto di solidarietà non è ammesso per i rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati al fine di soddisfare le esigenze di attività produttive soggette a fenomeni di natura stagionale. Per i dipendenti con rapporto di lavoro part-time è ammissibile l’applicazione dell’ulteriore riduzione di orario, qualora sia dimostrato il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione del lavoro.

Per la mediazione online serve l’intervento del gestore del sito

Non è attività di mediazione la semplice gestione tecnica di un sito web che si occupa di mettere in contatto l’utente che richiede un servizio e il prestatore del suddetto servizio (Ministero Sviluppo Economico – Parere n. 20229/2016).

La gestione di una piattaforma on-line costituisce attività di mediazione se è dimostrabile l’influenza mediatizia del gestore del sito tra la figura del prestatore del servizio e il richiedente.

Al contrario, qualora il sito si limiti unicamente ad elencare le caratteristiche e la professionalità dei prestatori del servizio (ad esempio, professionisti massaggiatori), senza che il gestore dello stesso influenzi o intervenga professionalmente nel rapporto tra gli stessi prestatori di servizio ed i potenziali clienti non si può parlare di mediazione ma di attività imprenditoriale con conseguente obbligo d’iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.
In tal caso, infatti, prevale l’aspetto della mera gestione tecnica della piattaforma on-line su quello, da dimostrare, di una influenza mediatizia del gestore stesso tra la figura del prestatore di servizi e quella del richiedente il servizio.

Una tantum a febbraio per gli enti aderenti a Federculture

Erogata, con la retribuzione del mese di febbario 2016, la tranche di una tantum per i dipendenti delle Aziende, Imprese, Società, Istituzioni ed Enti aderenti a FEDERCULTURE.

 

La preintesa del 28/12/2015 ha stabilito che, entro il 29/2/2016, deve essere erogato a tutti i lavoratori a tempo indeterminato, in forza alla data di sottoscrizione del verbale, un importo lordo forfettario quale Una Tantum per il periodo di vacanza contrattuale, comprensivo di qualunque ulteriore pretesa economica legata al rinnovo contrattuale e non incidente su alcun istituto di natura retributiva, diretto o indiretto, disciplinato dal CCNL Federculture (a titolo esemplificativo, TFR, 13ma e 14ma mensilità, straordinario, etc.) a copertura del periodo 1/1/2010-31/12/2015 secondo l’importo pari a € 700,00 in relazione al livello C2, da riparametrare in relazione ai restanti livelli del CCNL Federculture, sulla base della scala parametrica attualmente vigente.

Per i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale gli importi suddetti verranno erogati proporzionalmente all’orario di lavoro contrattualmente convenuto.
Ai dipendenti assunti con contratto a tempo determinato, in forza all’atto di sottoscrizione dell’accordo, gli importi di cui sopra verranno erogati previo riproporzionamento degli stessi in relazione ai mesi di servizio effettivamente prestato nel periodo temporale coperto dall’Una Tantum, a condizione che detto periodo risulti di durata superiore a 2 mesi, intendendosi per tali le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni.
Ai dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato in data successiva all’1/1/2010 gli importi in tabella saranno erogati previo riproporzionamento degli stessi in relazione ai mesi di servizio effettivamente prestato nel periodo temporale coperto dall’Una Tantum, computandosi quale mese intero le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni.

Qualificati

LivelloImporto – Febbraio 2016
A509,10
A1560,49
A2569,46
A3590,70
B563,63
B1599,67
B2635,09
B3654,15
C1680,83
C2700,00
C3725,84
D1764,74
D2879,64
D3923,92
Q1975,26
Q21.150,80

Apprendisti Professionalizzanti

 

LivelloDa MeseA MeseImporto- Febbraio 2016
Apprendista A1112448,39
1324476,42
2530504,44
3142560,49
Apprendista A2112455,57
1324512,51
2530569,46
3142484,04
Apprendista A3112472,56
1324502,10
2530531,63
3142590,70
Apprendista B1112509,72
1324569,69
2530599,67
Apprendista B2112539,83
1324603,34
2530635,09
Apprendista B3112556,03
1324621,44
2530654,15

Settore Credito Abi: firmato l’accordo per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

Sottoscritto, il giorno 4/2/2016, tra Abi e Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unità Sindacale Falcri Silcea, l’accordo di settore sui Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, che decorre dalla data di stipulazione e scade il 31/12/2018.

Con la nuova intesa le parti sostituiscono integralmente la precedente normativa di cui all’accordo del 12/3/1997 e danno attuazione, agli adempimenti loro demandati, in materia di consultazione e partecipazione dei lavoratori, dal D.Lgs. 9/4/2008, n. 81.
Alcune fattispecie hanno carattere sperimentale e le parti si riservano la facoltà di svolgere specifici incontri di verifica su eventuali questioni applicative e/o interpretative dell’accordo. Vediamo le più rilevanti:

Numero dei componenti la rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza
Esso viene individuato come segue:

a) 1 rappresentante nelle aziende che occupano sino a 200 lavoratori;
b) 3 rappresentanti nelle aziende che occupano da 201 a 1000 lavoratori;
c) 6 rappresentanti nelle aziende che occupano più di 1.000 lavoratori.

Nelle aziende che occupano più di 2.000 lavoratori, il numero dei componenti la rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza è integrato secondo i seguenti criteri:

a) fino a 8.000 dipendenti, 1 rappresentante ogni 3.000 lavoratori o frazione di 3.000, eccedenti i primi 2.000;
b) oltre 8.000 dipendenti e fino a 29.000 dipendenti, 1 ulteriore rappresentante ogni 7.000 lavoratori o frazione di 7.000, eccedenti i primi 8.000;
c) oltre 29.000 dipendenti, 1 ulteriore rappresentante ogni 7.500 lavoratori o frazione di 7.500 eccedenti i primi 29.000.

In aziende appartenenti a gruppi bancari, il numero dei componenti la rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza, non può in ogni caso essere inferiore a quello derivante dall’applicazione del seguente criterio: 1 RLS ogni 800 lavoratori del gruppo.
Nei gruppi bancari con oltre 4.000 lavoratori, ove sia costituita la Delegazione sindacale ai sensi dell’art. 22 del CCNL 19/1/2012 (rinnovato con accordo del 31/3/2015), ad iniziativa della capogruppo, le Parti possono stabilire, con specifico accordo, l’istituzione di RLS di gruppo. In tale caso, il numero di RLS complessivo a livello di gruppo, come determinato ai sensi dei commi che precedono, è aumentato secondo il seguente criterio:

– fino a 10.000 dipendenti, 1 rappresentante;
– da 10.001 a 20.000 dipendenti, 2 rappresentanti;
– da 20.001 a 30.000 dipendenti, 3 rappresentanti;
– da 30.001 a 40.000 dipendenti, 4 rappresentanti;
– da 40.001 a 50.000 dipendenti, 5 rappresentanti;
– da 50.001 a 60.000 dipendenti, 6 rappresentanti;
– oltre 60.000 dipendenti, 7 rappresentanti.

Esclusioni dal monte ore oltre quelle previste dalla legge
Ai sensi dell’art. 50, comma 2, del D.Lgs. 9/4/2008, n. 81 per l’espletamento del mandato sono concessi a ciascun rappresentante per la sicurezza permessi retribuiti nel limite di 50 ore annue con l’esclusione, oltre a quanto previsto dal Decreto stesso, anche dei tempi di viaggio strettamente necessari per recarsi nei luoghi di lavoro ove si esegue l’accesso, laddove gli stessi si trovino al di fuori del comune ove è situata la sede di lavoro del RSL.

Formazione del RLS
Le Parti stipulanti concordano sulla necessità che ai lavoratori sia fornita la formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A cura dell’azienda/gruppo viene, pertanto, organizzato un corso di formazione, con appropriata metodologia didattica (ad es.: tramite strumenti audiovisivi), secondo quanto previsto dall’art. 37, comma 11, del D.Lgs. n. 9/4/2008, n. 81.. Quanto ai contenuti dei corsi, ferme le citate previsioni del D.Lgs. 9/4/2008, n. 81, nonché dell’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, vengono trattati rischi specifici, ivi compresi il rischio rapina e lo stress lavoro-correlato.

Permesso di soggiorno per attesa occupazione

Con riferimento alla procedura di emersione dal lavoro irregolare, qualora si verifichi l’interruzione di un rapporto di lavoro dichiarato e in corso prima della stipula del contratto di soggiorno, l’esistenza del rapporto di lavoro si assume acquisita. Il pagamento degli oneri previdenziali, fiscali e retributivi resta a carico dell’originario datore di lavoro, in quanto parte di impegni ormai da lui assunti e al lavoratore è rilasciato un permesso di soggiorno di attesa occupazione.

Il Ministero dell’interno – con circolare n. 589/2016 – ha ritenuto opportuno richiamare l’attenzione sulla decisione del Consiglio di Stato n. 5243/2015, con cui è stato respinto l’appello avverso la sentenza con la quale il TAR Veneto aveva accolto un ricorso proposto da un cittadino extra comunitario per l’annullamento di un provvedimento di inammissibilità/irricevibilità della richiesta di emersione dal lavoro irregolare avanzata a suo tempo dallo stesso ricorrente.
Tale domanda di sanatoria era stata respinta sull’erroneo presupposto che al caso di specie si applicasse il comma 11bis del D. Lgs. 16 luglio 2012 n. 109 ovvero che al fine di poter rilasciare il permesso di soggiorno per attesa occupazione, dovessero essere corrisposti dal datore di lavoro gli oneri fiscali e previdenziali per comprovare la sussistenza del rapporto di lavoro. Nella fattispecie in esame, invece, il rapporto di lavoro si era già instaurato, ma prima della stipula del contratto di soggiorno si era verificata la cessazione del rapporto di lavoro; in questo caso devono piuttosto applicarsi i commi 11ter e 11quater in combinato disposto. Il comma 11quater prescrive infatti che nell’ipotesi di cui al comma 11ter ovvero di cessazione del rapporto di lavoro, allorché il lavoratore sia in possesso del requisito della presenza sul Territorio Nazionale al 31 dicembre 2011, la procedura di emersione si considera conclusa e il datore di lavoro resta impegnato al pagamento degli oneri previdenziali, fiscali e contributivi.

Il Consiglio di Stato sottolinea che se il rapporto di lavoro viene considerato interrotto prima della conclusione del procedimento di emersione, vuol dire che la sua esistenza è già stata dimostrata o comunque risulta evidente e non contestata o dubbia. Pertanto, l’unica alternativa legale all’espulsione dello straniero, nel caso di un’interruzione del rapporto di lavoro successiva alla domanda, ma prima della verifica conclusiva ai fini della stipula del contratto di soggiorno, risulta essere la concessione del permesso di soggiorno in attesa di occupazione.
E’ evidente, quindi, che laddove si verifichi l’interruzione di un rapporto di lavoro dichiarato e in corso prima della stipula del contratto di soggiorno, dovrà applicarsi il più favorevole regime per il lavoratore straniero previsto dai commi 11ter e 11quater.

Indicazioni agli ispettori sull’omesso versamento delle ritenute previdenziali

In seguito alle modifiche introdotte dalle norme sulla depenalizzazione, si forniscono le prime istruzioni al personale ispettivo per le violazioni relative all’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali.

Oggetto di depenalizzazione sono: i reati puniti con pena pecuniaria e quindi delitti e contravvenzioni sanzionati rispettivamente con multa o ammenda ovvero quelle fattispecie punite con la sola pena pecuniaria che, nelle forme aggravate, prevedono l’applicazione della sola pena detentiva, oppure della pena detentiva in alternativa o congiunta alla pena pecuniaria.
Diversamente, sono esclusi dalla depenalizzazione i reati previsti dal codice penale, i reati di cui al D.Lgs. n. 286/1998 nonchè i reati contenuti nel TU sicurezza.

Con particolare riferimento alla materia lavoristica, le norme sulla depenalizzazione hanno riformulato il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali come segue: il delitto di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, nonché dai committenti sui compensi dei titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione separata per un importo superiore a euro 10.000 annui, continua ad essere punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 (ipotesi non depenalizzata). Laddove l’imporlo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000″.
Il datore di lavoro non è punibile né assoggettabile alla sanzione amministrativa se provvede al versamento delle ritenute entro 3 mesi dalla notifica della contestazione della violazione.
Inoltre, è esclusa l’applicazione della diffida, risultando applicabile esclusivamente la procedura relativa alla sanzione ridotta.
In ordine alle suddette violazioni, si distinguono due regimi sanzionatori:
– il regime intertemporale, applicabile agli illeciti commessi antecedentemente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 8/2016 (prima del 6 febbraio 2016). Nello specifico, per le condotte iniziate e cessate prima del 6 febbraio 2016 si applicano le specifiche disposizioni sulla depenalizzazione relative all’applicabilità delle sanzioni amministrative alle violazioni anteriormente commesse e alla trasmissione degli atti all’autorità amministrativa (regime intertemporale)
– il regime ordinario, applicabile agli illeciti commessi successivamente alla predetta data del 6 febbraio.

Fondi di garanzia e crediti prededucibili: solo se inseriti nello stato passivo

La questione della accoglibilità delle istanze d’intervento dei Fondi di garanzia istituiti presso l’Inps a fronte di crediti prededucibili non inseriti nello stato passivo

 

Secondo la disciplina in materia di procedure concorsuali, i crediti prededucibili sono accertati secondo le modalità previste per la generalità dei crediti, con esclusione di quelli non contestati per ammontare e collocazione. Di qui, la prassi di alcuni commissari straordinari che, per i crediti maturati in prededuzione da ex dipendenti di datori di lavoro sottoposti ad amministrazione straordinaria, non ritengono di seguire la procedura di accertamento che termina con la redazione di uno stato passivo.
Al riguardo, l’Istituto previdenziale conferma la possibilità di corrispondere a carico del Fondo di garanzia del Tfr e dei crediti di lavoro e del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare, anche le somme maturate durante la continuazione dell’esercizio di impresa, ma purché ammesse allo stato passivo e non sulla base della sola certificazione del credito sottoscritta dal commissario straordinario.

Soggetta a tassazione ordinaria l’indennità di ristoro per rischio radiologico

5 FEB 2016 L’indennità corrisposta a titolo di ristoro per rischio radiologico non ha natura risarcitoria, ed è soggetta a tassazione ordinaria, concorrendo alla formazione del reddito di lavoro dipendente imponibile secondo il principio generale di omnicomprensività (Corte di Cassazione – Ordinanza 4 febbraio 2015, n. 2229).

IL CASO

Il contribuente ha presentato istanza all’Agenzia delle Entrate per ottenere il rimborso IRPEF relativa a ritenute alla fonte operate dal datore di lavoro sugli importi corrisposti a titolo di “ristoro per la maggiore esposizione del rischio radiologico” a causa del mancato godimento del riposo compensativo spettante in ragione delle mansioni svolte.
Il giudice tributario ha riconosciuto il diritto del contribuente al rimborso dell’IRPEF trattenuta dal datore sulle somme corrisposte a titolo di “ristoro per rischio radiologico”, ritenendole escluse da tassazione in ragione della natura risarcitoria dell’indennità.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che le somme percepite a titolo di indennità sostitutiva del congedo non goduto per riposo compensativo non possono che avere la stessa natura (lavorativa) dei diritti sostituiti e, perciò, restano soggette alla regola generale di determinazione del reddito di lavoro dipendente (principio di omnicomprensività), secondo cui sono tassabili tutte le somme che siano corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro.
Accogliendo l’appello dell’Agenzia delle Entrate la Corte di Cassazione ha riformato la decisione del giudice tributario respingendo la richiesta di rimborso IRPEF avanzata dal contribuente.
In particolare, secondo i giudici della Corte Suprema, in tema di imposte sui redditi da lavoro dipendente, dalla normativa vigente si ricava il seguente principio: “al fine di poter negare l’assoggettabilità ad IRPEF di una erogazione economica effettuata a favore del prestatore di lavoro da parte del datore di lavoro, è necessario accertare che la stessa non trovi la sua causa nel rapporto di lavoro e, se ciò non viene positivamente escluso, che tale erogazione, in base all’interpretazione della concreta volontà manifestata dalle parti, non trovi la fonte della sua obbligatorietà né in redditi sostituiti, né nel risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi futuri, cioè successivi alla cessazione od all’interruzione del rapporto di lavoro”.
Con riferimento specifico all’indennità di “ristoro per rischio radiologico”, le somme corrisposte a tal titolo devono ritenersi soggette a tassazione ordinaria, atteso che l’indennità trova senza dubbio causa nel rapporto di lavoro, e non è attribuita in sostituzione di altro genere di reddito, né tanto meno è prospettabile come reddito futuro, a seguito della interruzione del rapporto di lavoro.

CIGD: rifinanziamento in Piemonte per l’anno 2016

 

 

Siglato il 29/12/2015, tra la Regione Piemonte e le Parti sociali Piemontesi, il seguente accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga modalità gestionali 2016.

Con la sottoscrizione dell’accordo Quadro le Parti hanno previsto il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga in Piemonte per l’anno 2016
Il trattamento della CIG prevede:
– il requisito di dodici mesi di anzianità lavorativa alla data di inizio del periodo di CIG richiesto;
– l’esclusione delle imprese in cessazione, totale o parziale, di attività;
– l’esclusione dei datori di lavoro non imprenditori, ad eccezione degli studi professionali, rientrati a seguito dell’Ordinanza del Consiglio di Stato dell’11/3/2015, che ha accolto il ricorso presentato dalla Confederazione Italiana Libere Professioni;
– il pieno utilizzo, prima del ricorso all’integrazione salariale, degli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue;
– l’utilizzo prioritario degli strumenti di sospensione/riduzione dal lavoro previsti dalla legislazione ordinaria effettivamente accessibili e pienamente operativi.
Inoltre, è stato precisato che alla CIG in deroga possono accedere gli apprendisti che non hanno la possibilità di utilizzare gli strumenti correnti effettivamente disponibili.
Ai fini gestionali, il limite di concessione dell’integrazione salariale, stabilito dalla Legge di Stabilità in tre mesi, è quantificato in 92 giorni di calendario, conteggiati separatamente per ogni unità produttiva aziendale.
Si dispone inoltre che le domande di CIGD debbano rientrare entro una durata massima di tre mesi e una durata minima di 5 giorni, e debbano comunque chiudersi entro il 31/12/2016.