CCNL AREA CHIMICA CERAMICA ARTIGIANATO: PROROGATA LA DISCIPLINA DELL’APPRENDISTATO

Firmato, il 23/4/2014, tra le Parti Datoriali e le OO.SS. del settore Chimica Ceramica Artigianato, l’accordo per la proroga dell’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. 167/2011

Sottoscritto, il giorno 23/4/2014, tra CNA PRODUZIONE, CNA ARTISTICO E TRADIZIONALE, CONFARTIGIANATO CHIMICA, GOMMA PLASTICA E VETRO, CONFARTIGIANATO ASSOCIAZIONE CERAMISTI, CASARTIGIANI, CLAAI e FILTCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, l’accordo che proroga al 30/6/2014 la disciplina transitoria dall’accordo interconfederale del 31/5/2012 sull’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. 167/2011.

TASI e TARI: ecco i codici F24

L’Agenzia delle Entrate ha definito i codici tributo da utilizzare per il versamento tramite modello F24 della TASI e della TARI. I codici sono stati adottati con due distinte risoluzioni (n. 45/E e 46/E) emesse il 24 aprile 2014.

La TASI (tributo per i servizi indivisibili) e laTARI (tassa sui rifiuti) costituiscono la componente riferita ai servizi dell’imposta unica comunale (IUC), istituita a decorrere dal 1° gennaio 2014. L’altra componente della IU, di natura patrimoniale, è costituita dall’IMU (imposta municipale propria).
La TASI è dovuta sia dal possessore che dall’utilizzatore dell’immobile, ed è destinata a finanziare i servizi indivisibili erogati dal comune.
La TARI è a carico dell’utilizzatore ed è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. I Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con proprio regolamento, prevedere l’applicazione di una “TARIFFA” avente natura corrispettiva, in luogo della TARI.
Per consentire ai soggetti obbligati di effettuare il versamento dei tributi comunali tramite modello F24, applicando le disposizioni sul versamento unitario e le compnesazioni, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i relativi codici tributo.
Per la TARI o tariffa, in particolare, sono stati ridenominati ed assegnati i codici tributo che prima erano utilizzati per la TARES.
Con riferimento alle somme dovute da soggetti privati, devono essere utilizzati i seguenti codici:
– “3958” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili su abitazione principale e relative pertinenze
– “3959” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale
– “3960” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili
– “3961” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati
– “3944” denominato: TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 – TARES – art. 14 DL n. 201/2011
– “3950” denominato: TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013- art. 14, c. 29 DL n. 201/2011

In caso di ravvedimento operoso le somme dovute per sanzioni e interessi sono versati unitamente all’imposta, utilizzando il codice tributo previsto per il versamento ordinario.
In caso di somme dovute a seguito dell’attività di controllo, l’importo dell’imposta deve essere versato con lo stesso codice utilizzato per il versamento ordinario, mentre per le sanzioni e gli interessi devono essere utilizzati gli appositi codici tributo:
– “3962” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili (Interessi)
– “3963” denominato: TASI – tributo per i servizi indivisibili (Sanzioni)
– “3945” denominato: TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 – TARES – art. 14 DL n. 201/2011 (Interessi)
– “3946” denominato: TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 – TARES – art. 14 DL n. 201/2011 (Sanzioni)
– “3951” denominato: TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 – art. 14, c. 29 DL n. 201/2011 (Interessi)
– “3952” denominato: TARIFFA – art. 1, c. 668, L. n. 147/2013 – art. 14, c. 29 DL n. 201/2011 (Sanzioni).

In sede di compilazione del modello F24 i suddetti codici tributo devono essere indicati nella “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”. In particolare:

a) per la TARI o TARIFFA
– nello spazio “codice ente/codice comune”, indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili;
– nello spazio “Ravv.”, barrare se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
– nello spazio “numero immobili”, indicare il numero degli immobili ;
– nello spazio “rateazione/mese rif”, indicare il numero della rata nel formato “NNRR” dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. In caso di pagamento in un’unica soluzione, il campo è valorizzato con “0101”;
– nello spazio “anno di riferimento”, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

b) per la TASI
– nello spazio “codice ente/codice comune”, indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili;
– nello spazio “Ravv.”, barrare se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
– nello spazio “Acc”, barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
– nello spazio “Saldo”, barrare se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
– nello spazio “Numero immobili”, indicare il numero degli immobili;
– nello spazio “Anno di riferimento”, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

Bonus 80 euro per dipendenti, IRAP ridotta per imprese

Il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 contenente le misure annunciate dal Governo in materia di riduzione della pressione fiscale per lavoratori e imprese (di seguito “decreto”) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 dello stesso giorno. Gli interventi di riduzione delle imposte sono finanziati attraverso un incremento della tassazione sui redditi di natura finanziaria, i proventi della lotta all’evasione e la spending review.

Ecco in dettaglio le misure fiscali che interessano piu da vicino imprese e lavoratori.

Credito d’imposta IRPEF per i dependenti

Il decreto stabilisce un bonus di 80 euro mensili, a partire da maggio 2014, in favore di lavoratori dipendenti e assimilati, per l’anno 2014.
I beneficiari sono i soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente ed i seguenti redditi assimilati:
– compensi dei soci lavoratori delle cooperative;
– indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
– borse di studio e assegni di formazione professionale;
– compensi per collaborazioni coordinate e continuative;
– remunerazioni dei sacerdoti;
– prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare;
– compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili.
Il beneficio è costituito da un credito d’imposta IRPEF pari a 640 euro, per l’anno 2014, che però deve essere rapportato al periodo di lavoro. Quindi, se il rapporto di lavoro non dura per l’intero anno l’importo deve essere proporzionalmente ridotto.
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura piena se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro. Qualora, invece, il reddito complessivo è compreso tra 24.000 e 26.000 euro, il credito d’imposta spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro. Da 26.000 euro in poi il credito d’imposta non spetta.
Nel rispetto delle suddette condizioni, il bonus spetta se dopo aver applicato le detrazioni per lavoro dipendente e assimilato, è comunque dovuta l’IRPEF. Questo significa che, anche qualora l’imposta dovesse essere azzerata per effetto di detrazioni per carichi di famiglia o di detrazioni per oneri sostenuti, il credito d’imposta è comunque riconosciuto. Viceversa se l’IRPEF lorda dovesse essere assorbita completamente dalle detrazioni di lavoro, il credito non spetta.
Una volta determinato l’importo del credito d’imposta, lo stesso deve essere corrisposto in quote mensili a partire da maggio fino a dicembre 2014.
Il bonus è riconosciuto, in via automatica, dal datore di lavoro in busta paga. A tal fine, lo stesso, utilizza, fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga. Sono esclusi i datori di lavoro domestici; in questo caso i lavoratori beneficieranno del credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi.
L’importo del credito riconosciuto deve essere indicato nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD).

Riduzione aliquote IRAP

A decorrere dal 2014 (per i soggetti con periodo d’imposta corrispondente all’anno solare), è prevista una riduzione generalizzata delle aliquote IRAP previste dalla normativa statale.

 

Soggetto passivoAliquota 2014Aliquota 2013
Generalità dei contribuenti3,50%3,90%
Imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori3,80%4,20%
Banche e gli altri enti e società finanziari4,20%4,65%
Imprese di assicurazione5,30%5,90%
Soggetti che operano nel settore agricolo e cooperative della piccola pesca e loro consorzi1,70%1,90%

 

Le aliquote in misura ridotta possono essere applicate già in sede di determinazione dell’acconto IRAP per il 2014. In questo caso però le aliquote da tenere in considerazione sono le seguenti:
a) 3,75% per la generalità dei contribuenti;
b) 4,00% per le imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori;
c) 4,50% per le banche e gli altri enti e società finanziari;
d) 5,70% per le imprese di assicurazione;
e) 1,80% per i soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro.
La norma stabilisce, inoltre, la riduzione dall’1 per cento allo 0,92 per cento della componente variabile che possono applicare le regioni per variare le aliquote disposte dallo Stato per le singole categorie di contribuenti.

Crediti compensabili

Per quanto concerne imprese e professionsti che vantano crediti commerciali nei confronti della Pubblica Amministrazione, il “decreto” stabilisce che:
– le somme dagli stessi dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario (accertamento con adesione, definizione e acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione) possono essere pagate utilizzando in compensazione i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti. Viene eliminata la limitazione ai crediti maturati fino al 31 dicembre 2012;
– è estesa alle cartelle di pagamento ed agli atti esecutivi notificati fino al 30 settembre 2013 (prima fino al 31/12/2012) la possibilità di effettuare il pagamento utilizzando i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti.

CCNL AREA TESSILE MODA ARTIGIANATO: PROROGATA LA DISCIPLINA DELL’APPRENDISTATO

Firmato, il 23/4/2014, tra le Parti Datoriali e le OO.SS. del settore Tessile Moda Artigianato, l’accordo per la proroga dell’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. 167/2011

Sottoscritto, il 23/4/2014, tra CNA FEDERMODA, CNA SERVIZI ALLA COMUNITÀ, CONFARTIGIANATO MODA, CASARTIGIANI, CLAAI e FILTCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTA-UIL, l’accordo per la proroga della disciplina dell’apprendistato professionalizzante di cui al D.Lgs. 167/2011. Le parti, che già avevano convenuto di prorogare al 30/4/2014 gli effetti dell’accordo interconfederale del 3/5/2012 che definisce per l’Artigianato la disciplina transitoria dei contratti di apprendistato di cui al suddetto D.Lgs. 167/2011, hanno stabilito di prorogarla ulteriormente fino al 30/6/2014.

Redditi dei terreni, niente Irpef se dovuta la “mini Imu”

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione 18 aprile 2014, n. 41/E ha chiarito le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi in presenza di redditi dei terreni e, in particolare, di quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, per i quali risulti dovuta la cd. “mini Imu” per l’anno d’imposta 2013

Si premette che l’Imu sostituisce, per la componente immobiliare, l’Irpef e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati. L’effetto di sostituzione opera anche qualora l’Imu risulti giuridicamente dovuta, ma non sia stata versata ad esempio per effetto del riconoscimento delle detrazioni.
Per quanto concerne i terreni tale effetto sostitutivo si esplica sulla componente dominicale dei terreni non affittati.
Per l’anno d’imposta 2013 è stato previsto che non sia dovuta l’Imu con riferimento ai terreni agricoli, nonché quelli non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.
Tuttavia il contribuente era tenuto a versare, entro il 24 gennaio 2014, una quota (mini Imu), pari al 40 %, dell’eventuale differenza tra l’Imu risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione deliberate dal comune per l’anno 2013 e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione di base previste dalle norme statali.
Con riferimento a tale ipotesi, l’Agenzia ritiene che trovi comunque applicazione l’effetto sostitutivo Imu-Irpef.
Nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2014, nel paragrafo “Terreni non affittati”, viene, infatti, precisato che l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul reddito dominicale del terreno anche se per il 2013 è dovuta esclusivamente la mini Imu.
In particolare nelle istruzioni vengono individuati due casi nei quali l’Imu risulta non dovuta per l’anno 2013:
– i terreni ricadenti in aree montane o di collina per i quali è prevista l’esenzione dall’Imu;
– i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola per i quali in generale l’Imu non risulta dovuta per il 2013.
In queste ultime ipotesi, il reddito dominicale del terreno, anche se non affittato, deve essere assoggettato all’Irpef e alle relative addizionali. A tal fine, nel quadro A del modello 730/2014, riservato ai redditi dei terreni, deve essere compilata la colonna 9 “Imu non dovuta”.
Qualora, invece, per i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali risultasse dovuta la mini Imu, si applicherebbe il generale principio di sostituzione Imu-Irpef sopra descritto.
Precisamente, per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali per i quali non è dovuta l’Imu per l’anno 2013, nel quadro A della dichiarazione dei redditi va indicato il codice 2 nella colonna 9 “Imu non dovuta” e, il reddito dominicale del terreno, anche se non affittato, è assoggettato all’Irpef e alle relative addizionali;
per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali per i quali è invece dovuta la mini Imu per l’anno 2013, nel quadro A non va compilata la colonna 9 “Imu non dovuta” e, il reddito dominicale del terreno non affittato non è assoggettato all’Irpef e alle relative addizionali.

Codice tributo per il noleggio occasionale

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 43/E del 23 aprie 2014 ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello “F24”, dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, sui proventi derivanti dall’attività di noleggio occasionale.

Ai sensi dell’articolo 49-bis del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica o società non avente come oggetto sociale il noleggio o la locazione ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto può effettuare in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità.
I proventi derivanti dall’attività di noleggio, di durata complessiva non superiore a quarantadue giorni, sono assoggettati, a richiesta del percipiente, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 %, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio.
L’imposta sostitutiva va versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche tramite modello F24, utilizzando il seguente codice tributo:
– “1847” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali sui proventi derivanti dall’attività di noleggio occasionale – Art. 49-bis del D.Lgs. n. 171/2005”.
Il suddetto codice tributo va esposto nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”. Il codice è utilizzabile anche in corrispondenza degli “importi a credito compensati”.

Garanzia giovani: nuovo protocollo di intesa

Prosegue il coinvolgimento del mondo imprenditoriale per una più efficace attuazione del Piano nazionale “Garanzia per i Giovani”. Dopo il Protocollo di intesa tra Ministero del lavoro, Ministero dell’istruzione, università e ricerca, Confindustria e Finmeccanica, arriva un Protocollo di intesa con la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, e l’AGIA, Associazione Giovani Imprenditori Agricoli.

Nell’intento di continuare a cercare una cooperazione tra tutti i livelli di governo, nonché tra le pubbliche amministrazioni, le imprese e le organizzazioni sociali e del terzo settore, per orientare l’inserimento lavorativo o il recupero formativo dei giovani, il Ministero del lavoro, la Confederazione Italiana Agricoltori, e l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli firmano un protocollo d’intesa volto ad attivare una collaborazione per promuovere l’occupazione giovanile favorendo l’attivazione di tirocini, contratti di apprendistato ed opportunità di autoimprenditorialità.

Nell’ambito delle suddette azioni, la Confederazione Italiana Agricoltori e l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli si impegnano aistituire un elenco delle imprese disponibili ad ospitare tirocinanti; realizzare un numero significativo di tirocini presso le imprese associate; attestare le competenze acquisite; creare collegamenti tra il portale di clicklavoro e i principali siti del sistema C.I.A. Nonché – con riferimento – all’apprendistato, si impegnano a promuoverne il ricorso, presso le proprie associate, in base a quanto previsto dall’Accordo per la disciplina dell’apprendistato professionalizzante o di mestieredel settore agricolo del 30 luglio 2012, nell’ottica dell’innalzamento del capitale umano e dello sviluppo di talenti che possono contribuire a far crescere le imprese;implementare la qualità della formazione erogata dalle imprese; stipulare convenzioni territoriali per comparto produttivo in materia di formazione per aiutare le PMI che hanno maggiori difficoltà a erogarla;sostenere l’organizzazione e la realizzazione dei “Campionati nazionali e mondiali dei mestieri”.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel pieno rispetto delle competenze dei livelli istituzionali, a sua volta, si impegna a condividere ogni iniziativa per promuovere il tirocinio quale strumento per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, in coerenza con quanto dettato dalla Commissione Europea con la Raccomandazione sui tirocini di qualità, anche al fine di attivare tale strumento nel settore dell’agricoltura tenendo conto della specificità delle aziende agricole ed ad attivareogni utile iniziativa perrilanciare l’apprendistato nelle sue diverse tipologie come modalità prioritaria di prima occupazione per i giovani.

Quinta procedura di salvaguardia: istruzioni operative

 

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto interministeriale 14 febbraio 2014 con il quale si estende la platea dei salvaguardati, in attuazione dei commi 194 e 196 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2014. Fornite, inoltre, istruzioni operative alle Direzioni territoriali del lavoro per le relative procedure ed ai lavoratori interessati per la presentazione del modello di istanza.

 

L’art. 2, lettere da a) a f),del citato decreto prevede le condizioni necessarie affinché le categorie di lavoratori nello stesso riportate possano accedere ai benefici di cui all’art. 1, comma 194, della L. n. 147/2013.
Per gli aspetti di competenza delle Direzioni territoriali del Ministero del lavoro, i soggetti interessati risultano essere:
b) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter c.p.c., ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
c) lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter c.p.c., ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione; qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
d) lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

I lavoratori in parola, devono presentare le richieste di accesso al beneficio entro il 15 giugno 2014, termine prorogato di diritto al 16 giugno 2014 (primo giorno seguente non festivo).
Le istanze potranno essere trasmesse, dai lavoratori interessati o dai soggetti abilitati (es. patronati; consulenti del lavoro/dottori commercialisti) alle competenti Direzioni Territoriali del Lavoro all’indirizzo di posta elettronica certificata delle medesime o all’indirizzo di posta elettronica dedicato o, in via alternativa/ inviate tramite Raccomandata A/R.

L’istanza dovrà contenere gli elementi identificativi del richiedente, dell’azienda o P.A. presso la quale ha prestato l’ultimo servizio e l’esatta individuazione della tipologia/fattispecie giuridica in base alla quale si chiede l’accesso ai benefici medesimi. In ogni caso la domanda dovrà essere corredata da copia di un documento di identità.
I soggetti di cui alle lettere b) e c), unitamente all’istanza dovranno produrre apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; copia dell’accordo individuale o collettivo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro.
I lavoratori di cui alla lettera d), unitamente all’istanza dovranno produrre apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alla mancata rioccupazione in qualsiasi attività lavorativa ovvero allo svolgimento, dopo la cessazione, di attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato; copia della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro medesimo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011.

DL Lavoro: via libera della Camera

 

 

Approvate, dalla Camera dei Deputati, le modifiche al testo del D.L. n. 34/2014 emendate in Commissione Lavoro, rilevanti soprattutto in materia di contratti a termine e contratto di apprendistato professionalizzante

La Camera ha dato la fiducia al testo con 344 voti favorevoli e 184 contrari. Si attende ora l’approvazione in Senato.

Come risaputo, il decreto legge sul “Jobs act”, ha apportato tra le novità più rilevanti, la semplificazione del contratto di apprendistato e del contratto a termine, tesa a renderli più coerente con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo, grazie allo snellimento degli adempimenti a carico delle imprese e l’eliminazione di alcuni vincoli.

In merito al contratto di apprendistato professionalizzante, le nuove disposizioni riguardano la forma scritta del PFI, le clausola di stabilizzazione e l’offerta formativa pubblica.

Riguardo il contratto a termine, invece, le modifiche riguardano soprattutto la riduzione delle possibilità di proroga, il conteggio del periodo di maternità nei requisiti per acquisire la precedenza sulle assunzioni indeterminate e la previsione di un regime transitorio relativo ai contratti a tempo determinato stipulati prima dell’entrata in vigore del citato decreto.

FIRMATO L’ACCORDO QUADRO PER IL CODICE DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI PER I BANCARI

Firmato, il 15/4/2014, tra ABI DIRCREDITO-FD FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UGL CREDITO UILCA, l’accordo per il codice di protezione dei dati personali, finalizzato a regolare l’accesso ai sistemi informativi aziendali per evitare violazioni illegittime della privacy.

Tale accordo è finalizzato a “garantire il rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali ai sensi del Codice, in ordine ai temi della «circolazione» delle informazioni riferite ai clienti in ambito bancario e della «tracciabilità» delle operazioni bancarie” e detta prescrizioni in relazione al trattamento di tali dati personali della clientela effettuato dai dipendenti delle “banche, incluse quelle facenti parte di gruppi, delle società, anche diverse dalle banche, purché siano parte di tali gruppi”, stabiliti sul territorio nazionale.
Il provvedimento, “al fine di assicurare il controllo delle attività svolte sui dati dei clienti e dei potenziali clienti da ciascun incaricato del trattamento”, prescrive l’adozione di “idonee soluzioni informatiche” per il controllo dei “trattamenti condotti sui singoli elementi di informazione presenti nei diversi database“.
Tali soluzioni comprendono la registrazione dettagliata, in un apposito log, delle informazioni riferite alle operazioni bancarie effettuate sui dati bancari, quando consistono o derivano dall’uso interattivo dei sistemi operato dagli incaricati, sempre che non si tratti di consultazioni di dati in forma aggregata non riconducibili al singolo cliente.
Esso, in particolare, stabilisce che i filedi log devono tracciare, per ogni operazione di accesso ai dati bancari effettuata da un incaricato, almeno le seguenti informazioni:
– il codice identificativo del soggetto incaricato che ha posto in essere l’operazione di accesso;
– la data e l’ora di esecuzione;
– il codice della postazione di lavoro utilizzata;
– il codice del cliente interessato dall’operazione di accesso ai dati bancari da parte dell’incaricato;
– la tipologia del rapporto contrattuale del cliente a cui si riferisce l’operazione effettuata”;.
Inoltre, viene richiesto che siano attivati “specifici alert” relativi alle operazioni di inquiry eseguite dagli incaricati volti “a rilevare intrusioni o accessi anomali ai dati bancari, tali da configurare eventuali trattamenti illeciti”;
In sede aziendale saranno possibili, d’intesa fra le parti, incontri di verifica annuale in merito all’applicazione degli accordi in materia e verranno fornite informazioni agli Organismi sindacali in ordine alla/e unità organizzativa/e cui è affidato il trattamento dei dati bancari dei clienti in base a quanto previsto dal Provvedimento di che trattasi, nonché sulle modalità di indagine a campione.