I presupposti per l’agevolazione prima casa


In tema di agevolazioni tributarie per l’acquisto della “prima casa”, per la loro fruizione l’immobile deve essere acquistato nel comune di residenza o in quello in cui si svolge l’attività lavorativa del compratore senza che possano rilevare la residenza di fatto o altre situazioni contrastanti con le risultanze degli atti dello stato civile (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10072).

Il requisito della destinazione del nuovo immobile ad abitazione principale deve intendersi riferito al dato anagrafico e non meramente fattuale, per cui non può desumersi dalla produzione di documenti di spesa in luogo della certificazione anagrafica.
Quanto alla determinazione della residenza, la prevalenza del dato anagrafico sulle risultanze fattuali deve tuttavia tener conto della unicità del procedimento amministrativo inteso al mutamento dell’iscrizione anagrafica, che, nell’affermare la necessità della saldatura temporale tra cancellazione dall’anagrafe del comune di precedente iscrizione ed iscrizione in quella del comune di nuova residenza, stabilisce che la decorrenza è quella della dichiarazione di trasferimento resa dall’interessato nel comune di nuova residenza.
Nel caso di specie non è stato provato dalla contribuente che il mancato perfezionamento della procedura di iscrizione anagrafica nel Comune ove era sito l’immobile acquistato non fosse alla stessa addebitabile, e non costituisce altresì circostanza sufficiente a comprovare l’effettivo cambio di residenza – idoneo a superare il dato anagrafico – il pagamento della TARSU.

Pubblicata la procedura selettiva per i “navigator”


Pubblicato l’Avviso pubblico per il “conferimento degli incarichi di collaborazione – ex art.12 del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”.


Il riformulato comma 3 dell’articolo 12, DL n. 4/2019, al fine di rafforzare le politiche attive del lavoro e di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia concordati con le regioni, prevede l’adozione di un Piano straordinario triennale, di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro. Oltre alle risorse già a tal fine destinate dalla legge di bilancio 2019, è autorizzata una spesa aggiuntiva nel limite di 160 milioni di euro per l’anno 2019 e di 50 milioni di euro per l’anno 2021. Sono rimodulate invece le risorse a favore dell’ANPAL per incarichi di collaborazione che scendono nel 2019 da 200 a 90 milioni di euro, nel 2020 da 250 a 130 milioni di euro, mentre rimane fermo l’importo per il 2020, già fissato in 50 milioni di euro, fermi restando gli stanziamenti complessivi per il Piano.
Con l’Intesa in Conferenza Stato-Regioni del 17 aprile si è concluso positivamente un percorso che ha visto la ricerca di una stretta collaborazione tra le Regioni e il Governo. E’ stato varato il citato piano straordinario di rafforzamento dei Cpi e delle politiche attive che darà alle Regioni la possibilità di assumere 4.000 operatori a tempo indeterminato e di avvalersi dell’assistenza tecnica di 3.000 navigator contrattualizzati da Anpal servizi. Sono stati chiariti tutti gli aspetti tecnici ancora aperti e in particolare la centralità dei Centri per l’impiego e il ruolo di assistenza tecnica che dovranno svolgere i cd. navigator. In tal senso è previsto un accordo con la singola Regione che intende avvalersene in sede di convenzione bilaterale con la definizione delle azioni che si intendono realizzare e degli specifici standard di servizio per l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
In data odierna si è aggiunto, inoltre, un nuovo, importante tassello nella fase operativa del Reddito di cittadinanza: è stato pubblicato l’Avviso pubblico per il “conferimento degli incarichi di collaborazione – ex art.12 del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”.
La selezione pubblica per individuare le professionalità necessarie è stata aperta da ANPAL Servizi, sul cui sito è già disponibile il testo integrale dell’Avviso nel quale è descritta anche la procedura da seguire per presentare la candidatura. Il Navigator sarà dunque la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza, per il quale l’obiettivo è di assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il reddito di cittadinanza.

Sisma+Ecobonus: cedibilità del credito di imposta corrispondente alla detrazione


È ammessa la cedibilità del credito a favore di “soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società o enti)” e, comunque, di “soggetti collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”, detto collegamento sussiste anche per i soci lavoratori di un’impresa edile sub-appaltatrice dei lavori. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 18 aprile 2019, n. 109).


 


Nel documento in oggetto la società istante dichiara di aver acquisito da un condominio un credito fiscale derivante da “interventi che contribuiscono congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica”, più nello specifico, derivante dall’agevolazione “cd. sisma + ecobonus (nuova agevolazione introdotta dalla legge di Bilancio per il 2018 che consente una detrazione dell’80-85% per condomini che eseguono interventi di miglioramento sismico contestualmente a quelli di risparmio energetico)”.
L’istante rappresenta, inoltre, di volere cedere il citato credito, nel limite di una sola ulteriore cessione successiva alla prima, direttamente ai soci lavoratori artigiani della impresa edile sub-appaltatrice.
Al riguardo, la società afferma che “parte dei lavori che verranno effettuati sul condominio, saranno subappaltati ad una impresa senza dipendenti che svolge la propria attività attraverso i soci lavoratori. I soci sono soggetti diversi dalla società ma comunque rivestono una posizione previdenziale di ‘lavoratori autonomi’ e pertanto potrebbero essere destinatari della cessione del credito come soggetti collegati, e utilizzare lo stesso per il pagamento dei contributi INPS, artigiani ecc….”. Tanto premesso, la società chiede di sapere se i citati soci artigiani possano essere ricompresi “tra i soggetti collegati all’operazione, potenzialmente cessionari del credito fiscale”.
Alla luce dei chiarimenti già forniti in precedenti documenti dell’Agenzia delle entrate (circolari n. 11/E del 18 maggio 2018 e n. 17/E del 23 luglio 2018) che hanno ammesso la cedibilità del credito a favore di “soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società o enti)” e, comunque, di “soggetti collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”, l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che detto collegamento possa sussistere anche per i soci lavoratori di un’impresa edile sub-appaltatrice dei lavori.


Occupazione NEET, le indicazioni Inps per la fruizione dell’incentivo per l’anno 2019


Le indicazioni operative INPS per la fruizione dell’incentivo “Occupazione NEET”, esteso anche alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.


Come noto, l’incentivo “Occupazione NEET” è stato esteso alle assunzioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, nonché ai rapporti di apprendistato professionalizzante, instaurati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, nel limite di risorse finanziarie predefinite. In relazione al campo di applicazione, misura e durata del beneficio, rimangono ferme le indicazioni già fornite dall’Inps; le novità, di contro, riguardano evidentemente i codici da utilizzare nel flusso Uniemens per la fruizione del beneficio.
Così, i datori di lavoro autorizzati, che intendono fruire dell’incentivo nel rispetto dei limiti previsti in materia di aiuti de minimis, devono esporre, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2019, il beneficio spettante valorizzando all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, elemento <Incentivo> i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “NE19” avente il significato di “Incentivo Occupazione NEET 2019 di cui al Decreto direttoriale dell’ANPAL n. 581/2018 (nel rispetto degli aiuti “de minimis”)”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’incentivo relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio e marzo 2019. Tale valorizzazione può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di aprile, maggio e giugno 2019.
Diversamente, i datori di lavoro autorizzati, che intendono fruire dell’incentivo oltre i limiti previsti in materia di aiuti de minimis, devono esporre, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2019, il beneficio spettante, così valorizzando i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “NEDE” avente il significato di “Incentivo Occupazione NEET 2019 di cui al Decreto direttoriale dell’ANPAL n. 581/2018 (oltre i limiti in materia di aiuti “de minimis”)”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo> dovrà essere indicato l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
– nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, l’importo dell’incentivo relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio e marzo 2019. Tale valorizzazione può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di aprile, maggio e giugno 2019.
I datori di lavoro che dovessero recuperare importi non conguagliati, sempre nei limiti dell’importo massimo mensile ammesso, o restituire somme non spettanti, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni (UniEmens/vig), come anche i datori di lavoro che hanno diritto al beneficio, ma hanno sospeso o cessato l’attività e vogliono fruire dell’incentivo spettante.

Ferie Solidali per i dipendenti del Credito Cooperativo


 

 



 


Sottoscritto il 16/4/2019, tra FEDERCASSE e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, SINCRA-UGL CREDITO, UILCA lo schema tipo di accordo aziendale che disciplina la “Banca del Tempo Solidale” istituita con il verbale di accordo 9/1/2019 di rinnovo del CCNL.

Viene istituita una “Banca del Tempo Solidale” per i dipendenti della Banca/Azienda, finalizzata a supportare attraverso la fruizione di permessi retribuiti quei lavoratori che si trovino ad affrontare gravi e documentate situazioni personali, o familiari, ovvero a svolgere attività di rilievo sociale.


Destinatari dei permessi della “Banca del Tempo Solidale”
Destinatari sono i lavoratori che abbiano esaurito la dotazione di ferie e di permessi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva del Credito Cooperativo, siano già donatori in favore della predetta “Banca del Tempo Solidale”, e si trovino in una delle seguenti condizioni:
a. siano assenti continuativamente per malattia e risultino destinatari di un periodo di comporto residuo inferiore ai 30 giorni;
b. siano titolari di permessi ex art. 33, comma 6, Legge 104/1992 per se stessi;
c. siano destinatari di permessi ex art. 33, comma 3, Legge 104/1992 per i propri figli e/o per il coniuge e/o convivente more uxorio;
d. assistano in caso di grave infermità ex art. 4, comma 1, Legge 53/2000 il coniuge, un parente entro il secondo grado o il convivente more uxorio, un affine entro il primo grado;
e. necessitino di assentarsi per motivi legati a disagi comportamentali dei figli che abbiano fino a 25 anni di età (ad esempio: tossicodipendenza, alcoolismo, bulimia/anoressia, problemi collegati ad episodi di bullismo; bisogni educativi speciali (BES) o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA);
f. necessitino di assentarsi a causa di infortuni, danni o gravi disagi provocati da calamità naturali di rilevante entità (ad esempio: terremoti, alluvioni) che abbiano colpito il lavoratore, il coniuge, i figli, il parente entro il secondo grado,o il convivente more uxorio;
g. svolgano attività di volontariato sociale, civile, ambientale;
h. siano impegnati in attività di assistenza e soccorso nei casi disciplinati dal DPR 194/2001 ed abbiano esaurito la dotazione di permessi ivi prevista all’art. 9, comma primo;
i. rientrino in altre casistiche con caratteristiche di comprovata gravità e/o urgenza diverse da quelle sopra menzionate, che potranno essere valutate ai fini della concessione dei permessi della “Banca del Tempo Solidale”.


Il quantitativo annuo massimo di permessi spettante è pari a:
– 30 (trenta) giorni per la causale di cui al punto a);
– 20 (venti) giorni per le causali di cui ai punti e) ed f);
– 10 (dieci) giorni all’anno per le restanti causali.
Nella gestione della Banca del Tempo Solidale si avrà cura di mantenere disponibile un quantitativo di permessi utile a coprire i fabbisogni del personale per l’intero anno.


Modalità di fruizione dei permessi della “Banca del Tempo Solidale”
Per l’accesso al beneficio della “Banca del Tempo Solidale” i dipendenti dovranno presentare apposita richiesta scritta all’Ufficio del personale della Banca, che dovrà contenere:
– la causale di assenza;
– i giorni di permesso richiesti;
– idonea documentazione attestante la sussistenza della situazione di necessità o della finalità del permesso.
La Banca/Azienda darà riscontro al richiedente entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta previa verifica congiunta con le RSA.


Modalità di alimentazione della “Banca del Tempo Solidale”
L’alimentazione della “Banca del Tempo Solidale” avviene mediante donazione, volontaria ed a titolo gratuito, da parte dei dipendenti della Banca, di giornate, ovvero ore, della dotazione individuale riveniente dai seguenti istituti: permessi ex art. 118 CCNL BCC/CRA, banca delle ore, permessi per ex festività, ferie.

Beni d’impresa e partecipazioni: rivalutazione agevolata 2019

Con la recente Circolare n. 8/E del 10 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle novità di carattere fiscale introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Tra le misure in favore delle imprese, il documento illustra anche le disposizioni per beneficiare della rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, con l’applicazione di una tassazione sostitutiva ridotta.

La rivalutazione ha per oggetto i beni di impresa e le partecipazioni, iscritti in bilancio al 31 dicembre 2017, ed è effettuata attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali con l’aliquota:
– del 16% per i beni ammortizzabili;
– del 12% per i beni non ammortizzabili.
Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%.
La rivalutazione agevolata può essere effettuata dai soggetti IRES (Spa, Sapa, Srl, Società cooperative e di mutua assicurazione, Società europee e Società cooperative europee, Enti pubblici e privati, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali) che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.
Sono in ogni caso esclusi dalla rivalutazione gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa.
La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello al 31.12.2017, per il quale il termine di approvazione scade successivamente al 1° gennaio 2019 (anno 2018 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare), deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP a decorrere dal 3° esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita.
Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze, si considera il costo del bene prima della rivalutazione.
Le imposte sostitutive devono essere versate, tramite modello F24, in un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e possono essere compensate con eventuali crediti d’imposta.
Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio ai fini fiscali, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2020.

Diritto d’autore: approvata la direttiva


Approvata in via definitiva la direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Si attende solo la pubblicazione nella Gazzetta Europea (Presidenza Consiglio Ministri – comunicato 15 aprile 2019).

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, senza introdurre emendamenti sul testo già votato dal Parlamento. L’approvazione è avvenuta a maggioranza qualificata, con sei voti contrari (Italia, Finlandia, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Svezia) e tre astensioni (Belgio, Estonia e Slovenia).


L’approvazione fa seguito al voto del Parlamento europeo del 26 marzo scorso.


Gli Stati membri UE hanno a disposizione 24 mesi di tempo per recepire le nuove norme nel loro diritto nazionale, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea.

Soppressa la procedura d’invio delle deleghe tramite pec per la “fatturazione elettronica”


A decorrere dal 31 maggio 2019 è soppressa la modalità di presentazione dei moduli per il conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 17 aprile 2019, n. 96618)

L’articolo 1, comma 909, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha previsto l’obbligo di fatturazione elettronica in relazione alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello Stato, utilizzando il Sistema di Interscambio.
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 291241 del 5 novembre 2018, successivamente modificato dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 dicembre 2018, sono state definite nuove modalità per il conferimento/revoca delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.
In particolare, considerata la vasta platea dei soggetti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica e gli ingenti volumi di fatture previsti, è stato realizzato un servizio che consente agli intermediari di inviare, sia con modalità “massiva” che “puntuale”, una comunicazione telematica contenente i dati essenziali delle deleghe loro conferite, ai fini dell’attivazione automatica delle deleghe stesse, previa verifica di alcuni elementi di riscontro che l’intermediario deve indicare a garanzia dell’effettivo conferimento della delega da parte del contribuente.
Inoltre, in vista dell’imminente avvio dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2019, anche al fine di consentire agli intermediari di disporre del tempo necessario per adeguare i propri sistemi alle nuove modalità di attivazione delle deleghe sopra richiamate, è stata prevista – in via transitoria – la possibilità, per i soggetti che possono autenticare la sottoscrizione della delega, di trasmettere, tramite posta elettronica certificata, un file contenente gli elementi essenziali delle deleghe conferite, nonché la copia delle deleghe cartacee, che gli stessi sono tenuti ad acquisire preventivamente e conservare, in originale, al fine di consentire gli opportuni controlli da parte dell’Agenzia delle entrate.
Con il provvedimento in oggetto, considerato il superamento della fase di avvio del processo di fatturazione elettronica, viene disposta, a decorrere dal 31 maggio 2019, la soppressione della procedura di invio delle deleghe mediante posta elettronica certificata.


Accordo sui contratti a tempo determinato in località turistiche nel Commercio

Firmato, con la Confcommercio, un accordo in tema di “Contratti a tempo determinato in località turistiche”


 


.Le parti firmatarie hanno inteso riaffermare la piena validità delle previsioni dell’articolo del CCNL Terziario Distribuzione e Servizi in tema di “Contratti a tempo determinato in località turistiche” soprattutto al fine di sottolineare la peculiarità della fattispecie in esso definita, da considerarsi a tutti gli effetti un’ulteriore ipotesi di attività stagionale introdotta per via contrattuale.
Pertanto, ferma restando l’attribuzione della titolarità ad individuare le località a prevalente vocazione turistica – nelle quali poter operare assunzioni con contratti a tempo determinato del tutto svincolate dagli obblighi di legge rispetto a durata massima, proroghe e rinnovi – in capo alla contrattazione integrativa territoriale, l’accordo ha ribadito l’orientamento condiviso all’atto del rinnovo del CCNL anche a seguito delle modifiche apportate Decreto Dignità, che, peraltro, non hanno riguardato il tema dei contratti a termine istaurati per il disimpegno di attività stagionali, unicamente per ribadire l’idoneo ambito di intervento sul tema alla contrattazione settoriale.


Precisazioni Inps sulla pensione anticipata (2/2)


Si forniscono alcune risposte ai quesiti formulati sulle nuove disposizioni in materia di pensione anticipata.


La titolarità di pensione a carico delle forme previdenziali, qulai ad esempio, Fondo Enasarco, Casse professionali, etc., non osta al conseguimento della pensione quota 100. La titolarità di pensione a carico di una delle forme previdenziali indicate al cit. articolo 14 osta al conseguimento della pensione quota 100, anche con il cumulo di periodi assicurativi presenti nelle altre forme previdenziali indicate allo stesso articolo.
Ai fini del conseguimento della pensione quota 100 si applicano tutte le disposizioni, tempo per tempo vigenti, in materia di maggiorazione dell’anzianità contributiva (ad es., non vedenti, invalidi in misura superiore al 74%, etc.) e rivalutazione dei periodi di lavoro (ad es., lavoro svolto con esposizione all’amianto, etc.) per il conseguimento della pensione anticipata.
Ai fini del computo dell’anzianità contributiva di 38 anni, richiesta per il conseguimento della pensione quota 100 calcolata con il sistema contributivo, non concorrono le anzianità derivanti dalla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi, la contribuzione accreditata per i periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del diciottesimo anno di età è moltiplicata per 1,5; è valorizzata la contribuzione figurativa, compresa quella accreditata per i periodi di malattia e di disoccupazione o equiparati (ad es., periodi di percezione dell’indennità di ASpI, di Mini-ASpI, etc.).
Relativamente al perfezionamento del requisito contributivo di 35 anni sono utili i contributi obbligatori, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi con esclusione dei contributi accreditati per malattia e disoccupazione o equiparati (ad esempio, NASpI, ASpI, Mini-ASpI, etc.), tenuto conto che per dette lavoratrici l’applicazione del sistema contributivo è limitata alle sole regole di calcolo.
Le lavoratrici che hanno maturato il diritto ad altro trattamento pensionistico, in base ai requisiti tempo per tempo vigenti, possono conseguire la pensione, al ricorrere dei prescritti requisiti, optando per il sistema di calcolo contributivo ai sensi dell’art. 15, DL n. 4/2019. La domanda di pensione, recante la scelta della lavoratrice di optare per il sistema di calcolo contributivo della pensione, può essere oggetto di rinuncia secondo i criteri di carattere generale.
Ai fini della liquidazione della pensione anticipata (art. 24, co. 10, DL n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 214/2011), è valorizzata tutta la contribuzione versata e/o accreditata precedentemente la data di decorrenza della pensione, secondo le regole vigenti presso la gestione a carico della quale è liquidata la pensione stessa. Lo svolgimento di attività lavorativa durante il periodo di apertura della c.d. finestra non osta alla liquidazione della pensione previa cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Fermo restando che la c.d. finestra decorre dalla data di perfezionamento del requisito contributivo prescritto per il diritto alla pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. precoci, la decorrenza della pensione non può essere anteriore alla data di perfezionamento degli ulteriori requisiti e delle condizioni richieste dalle disposizioni in materia vigenti.