Nuovo stipendio contrattuale per gli impiegati agricoli di Ancona



Spetta dall’1/4/2019 un aumento dello stipendio contrattuale per i quadri e gli impiegati agricoli della Provincia di Ancona.


Lo stipendio contrattuale da aprile 2019 viene integrato come da tabella che segue:



























Categoria

Aumento dall’1/4/2019

Totale lordo all’1/4/2019

32,50 2.103,73
29,42 1.904,60
26,88 1.739,71
25,04 1.620,57
23,51 1.521,87
22,20 1.487,08

Firmata con riserva l’ipotesi di Accordo per gli addetti al trasporto a fune



Sottoscritta il 15/4/2019, tra ANEF e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, SAVT-TRASPORTI, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per gli addetti agli impianti di trasporto a fune, con decorrenza 1/5/2019-30/4/2022


L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta con riserva sia delle Organizzazioni sindacali che la scioglieranno entro il 24/5/2019, sia dell’ANEF la quale dichiara che sarà sottoposta all’approvazione dei propri organi associativi.


Aumenti retributivi
L’ipotesi di accordo prevede l’aumento della retribuzione minima base di euro 72,00 mensili lordi riferiti al IV livello e da riparametrarsi sulla base della vigente scala parametrale, così ripartito e con le seguenti decorrenze:
– euro 10,00 mensili lordi con decorrenza giugno 2019;
– euro 29,00 mensili lordi con decorrenza gennaio 2021;
– euro 33,00 mensili lordi con decorrenza dicembre 2021.


Welfare Contrattuale
A tale proposito, l’intesa dispone l’erogazione 1/1/2020, pari a 100,00 euro all’anno, da riproporzionare per i lavoratori stagionali in base ai periodi di effettiva durata del contratto di lavoro degli stessi, che saranno incrementati di ulteriori 10,00 euro in caso di destinazione al fondo di previdenza complementare negoziale. Le possibilità di scelta delle prestazioni di welfare saranno individuate a livello aziendale.


Indennità domenicale
Viene aumentata a 13,00 euro per ogni giornata domenicale di effettiva prestazione.


Apprendistato professionalizzante
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i lavoratori destinati a svolgere le mansioni proprie dei livelli I Super, I, II, III, IV, V e VI.
La durata massima del periodo di apprendistato professionalizzante e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi risulta determinata secondo la tabella sottostante:


 













































Livelli

Durata Complessiva


mesi

I Periodo


mesi

II Periodo


mesi

III Periodo


mesi

I Super 36 12 12 12
I 36 12 12 12
II 36 12 12 12
III 36 12 12 12
IV 36 10 16 10
V 24 6 12 6
VI 24 6 12 6


Il trattamento economico dell’apprendistato professionalizzante è così determinato:
– nel primo periodo: 80% della retribuzione di fatto nazionale e aziendale o territoriale;
– nel secondo periodo: 85% della retribuzione di fatto nazionale e aziendale o territoriale;
– nel terzo ed ultimo periodo: 95% della retribuzione di fatto nazionale e aziendale o territoriale.
La facoltà d’assunzione con contratto d’apprendistato professionalizzante non è esercitabile dalle aziende che, al momento della stipulazione di nuovo contratto, risultino non aver mantenuto in servizio almeno il 60% dei contratti di apprendistato scaduti nei 24 mesi precedenti. Detta regola si applica nelle aziende con più di 3 apprendisti.
A tal fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa e quelli che, al termine del rapporto di apprendistato, abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.


Apprendistato in cicli stagionali
Possono essere assunti con contratto di apprendistato in cicli stagionali i lavoratori destinati a svolgere mansioni proprie delle figure professionali inquadrate nei livelli VI, V, IV e III dell’inquadramento definito dall’art. 4 del presente contratto.
L’apprendista assunto a tempo determinato per la stagione può esercitare il diritto di precedenza nell’assunzione presso la stessa azienda nella stagione successiva, con le medesime modalità che la legge e la contrattazione riconoscono ai lavoratori qualificati.

Definite le regole di accesso alla procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata

Col Provvedimento n. 95765 del 16 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le disposizioni per l’attuazione della procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata prevista per le imprese ausiliarie operanti in Italia in favore di imprese estere appartenenti al medesimo gruppo multinazionale, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti di stabile organizzazione e accertare i redditi e la base imponibile IVA imputabile alla stessa

Nel sistema tributario italiano è stato previsto un istituto di comunicazione e cooperazione rafforzata rivolto alle imprese non residenti che appartengono a gruppi multinazionali con fatturato consolidato superiore a un miliardo di euro e che svolgono in Italia attività economiche suscettibili di configurare, nel loro complesso, una stabile organizzazione sul territorio dello Stato. L’istituto ha lo scopo di favorire forme di interlocuzione preventiva avanzata, tese ad esplicitare la pretesa erariale attraverso moduli consensuali e partecipativi.
A differenza di altri istituti di valutazione preventiva già previsti nell’ordinamento tributario, quello della cooperazione e collaborazione rafforzata si rivolge a soggetti multinazionali già operanti nel nostro Paese, quale misura volta a creare un contesto di maggiore certezza per i predetti operatori.
In altri termini, le imprese che ritengono che l’attività esercitata in Italia costituisca una stabile organizzazione possono presentare istanza all’Agenzia delle Entrate per stabilire la sua sussistenza e, quindi, determinare i redditi da assoggettare a tassazione e la base imponibile ai fini IVA.
Sotto il profilo soggettivo, la procedura interessa le imprese cd. “ausiliarie”, che svolgono in Italia funzioni di supporto alla vendita di beni e alla prestazione di servizi a favore dell’impresa estera appartenente al medesimo gruppo multinazionale.
L’istanza di accesso alla procedura e la relativa documentazione devono essere presentate esclusivamente all’Ufficio Adempimento collaborativo della Direzione Centrale Grandi Contribuenti. Lo stesso Ufficio ha la competenza esclusiva per l’istruttoria relativa alla valutazione della sussistenza dei requisiti che configurano una stabile organizzazione nel territorio dello Stato nonché per la conseguente determinazione dei redditi a essa imputabili e della base imponibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
Alle articolazioni territoriali dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale della stabile organizzazione eventualmente individuata sono affidate, invece, le attività relative all’accertamento e alla definizione delle imposte dovute dalla stabile organizzazione sulla base dei redditi e delle operazioni rilevanti ai fini IVA a essa imputabili.
L’istanza deve essere redatta utilizzando l’apposito modello “Istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata” e può essere presentata, alternativamente:
– per via telematica tramite PEC;
– a mezzo posta elettronica ordinaria (per i soggetti non privi di posta elettronica certificata);
– a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento (per i soggetti non privi di posta elettronica certificata);
– direttamente all’Ufficio Adempimento collaborativo dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Grandi Contribuenti, Settore Strategie per la compliance e per l’attrazione degli investimenti, Via Cristoforo Colombo, 426 c/d – 00145 Roma, che rilascia attestazione di avvenuta ricezione.
A seguito della presentazione dell’istanza, l’Ufficio attiva il necessario coordinamento con le competenti articolazioni territoriali dell’Agenzia delle Entrate e con i reparti operativi della Guardia di Finanza, per evitare che siano avviati controlli amministrativi o, nel caso di controlli già avviati per garantire uniformità di comportamento da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Qualora a seguito dell’istruttoria e delle interlocuzioni in contraddittorio con l’istante sia constatata la sussistenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, l’Ufficio trasmette gli esiti, ivi inclusa la determinazione dei redditi e delle operazioni rilevanti ai fini IVA imputabili alla stabile organizzazione, all’articolazione territoriale competente per le successive attività di accertamento e di definizione dei debiti tributari della stabile organizzazione.
Una volta acquisiti gli esiti dell’istruttoria, l’articolazione territoriale competente invia un invito di comparizione al fine di definire i debiti tributari della stabile organizzazione. La procedura si conclude con l’emissione di un atto di accertamento con adesione, e il versamento delle somme indicate consente di beneficiare delle sanzioni ridotte alla metà.
Il pagamento può essere effettuato anche in forma rateale conservando il beneficio delle sanzioni ridotte alla metà.
In caso di mancata sottoscrizione dell’accertamento per adesione ovvero di omesso o parziale versamento delle somme dovute, l’articolazione territoriale competente, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di notificazione dell’invito o di redazione dell’atto di adesione, accerta le imposte e gli interessi dovuti e irroga le sanzioni nella misura ordinaria.

La nuova disciplina pubblicitaria per le start-up e PMI innovative


Forniti chiarimenti sulla nuova disciplina pubblicitaria per startup innovative, incubatori certificati e PMI innovative (Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 10 aprile 2019, n. 3718/C).

nello specifico, alle startup innovative, dal 2019, è richiesto di aggiornare o confermare almeno una volta all’anno le informazioni (data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio; sede principale ed eventuali sedi periferiche; oggetto sociale; ecc…) inserite nella piattaforma informatica startup.registroimprese.it in sede di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.
La mancata compilazione del profilo comporta un blocco della procedura della Comunicazione Unica per il deposito presso l’Ufficio del Registro delle Imprese della dichiarazione del legale rappresentante che attesta il mantenimento del possesso dei requisiti previsti di legge, e quindi la perdita dello status speciale di startup innovativa nel caso si superi la scadenza dei 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque dei sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, salva l’ipotesi del maggior termine, nel qual caso l’adempimento è effettuato entro sette mesi.
Il deposito del bilancio o per lo meno l’approvazione del medesimo rappresenti condicio sine qua non per la redazione della dichiarazione di conferma del possesso dei requisiti. Peraltro il preventivo deposito del bilancio consente al registro delle imprese di verificare la bontà dei requisiti confermati con la ridetta dichiarazione. Analogamente la compilazione, nell’ambito della Comunicazione Unica per il deposito della dichiarazione relativa ai requisiti di startup innovativa, delle informazioni relative ai dati, è condicio sine qua non per consentire all’Ufficio del Registro delle Imprese la dovuta istruttoria.

Regime forfetario: cause ostative


L’Agenzia delle entrate, con la risposta 16 aprile 2019, n. 108, ha affermato che il contribuente iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti che svolge attività di dottore commercialista e, proprietario di una quota pari al 50 per cento del capitale sociale di una s.r.l. che svolge attività di revisione e certificazione di bilanci, decade dal regime forfetario.

Non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (Legge n. 190 del 2014, articolo 1, comma 57, lettera d e Agenzia delle entrate – circolare n. 9/E del 10 Aprile 2019)
Affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:
1) del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata e 2) dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
In assenza di una delle predette condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario.
Nel caso rappresentato all’Amministrazione Finanziaria l’istante rappresenta di essere iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e di svolgere l’attività di dottore commercialista (codice ATECO 69.20.11). Il contribuente dichiara che il proprio reddito, relativo al periodo d’imposta 2018, risulta inferiore a euro 65.000,00 e di essere proprietario di una quota pari al 50 per cento del capitale sociale di una s.r.l. che svolge attività di revisione e certificazione di bilanci (codice ATECO 69.20.20), iscritta nel registro dei revisori legali detenuto presso il MEF, di cui risulta anche rappresentante legale; la società non ha optato per il regime di trasparenza fiscale.
Con riferimento al caso di specie, si rileva il ricorrere della prima condizione, costituita dal controllo diretto di cui all’articolo 2359, primo comma, n. 2, del codice civile. In quanto il numero 2) del primo comma del citato articolo 2359 del codice civile risulta integrato nel caso di partecipazione da parte di un contribuente che applichi il regime forfetario al 50 per cento in una società a responsabilità limitata (fermi restano gli ulteriori requisiti).
Con riferimento alla seconda condizione, dal momento che i codici ATECO delle due attività rispettivamente svolte dall’istante e dalla società a responsabilità limitata controllata appartengono alla medesima sezione ATECO (la sezione M), la riconducibilità delle due attività economiche esercitate è da ritenersi sussistente, considerato che la persona fisica che usufruisce del regime forfetario percepisce compensi di amministratore, tassabili con imposta sostitutiva, dalla società a responsabilità limitata controllata, la quale, a sua volta, deduce dalla propria base imponibile i correlativi componenti negativi di reddito.
Pertanto, essendo integrata la causa ostativa di cui alla lettera d) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014, l’istante decadrà dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020, ferma restando comunque l’applicabilità del regime forfetario nel periodo d’imposta 2019.
Tuttavia, qualora l’istante dovesse cessare dalla carica di amministratore della s.r.l. controllata nel 2019, lo stesso non decadrà dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020.

Inviati a Poste i primi flussi informatici per le domande accoltep


Inclusione sociale e reinserimento lavorativo: questo l’obiettivo del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza. Sono oltre 806mila le richieste per nucleo familiare arrivate all’Inps attraverso i modelli presentati alle Poste, ai CAF e on-line entro il 31 marzo.


Recependo le modifiche introdotte in sede di conversione è stato aggiornato il modello per la presentazione della domanda del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza nonché i modelli Ridotto ed Esteso.


L’Inps rende noto che, alla data del 15 aprile, ha inviato a Poste Italiane 33 flussi informatici per le prime 487.667 istanze accolte, a fronte di 680.965 istanze già lavorate (72%). Sono state respinte 177.422 istanze (26%); 15.876 istanze (2%) saranno in evidenza presso le sedi perché è necessaria un’ulteriore attività istruttoria.
Gli utenti la cui istanza è stata accolta saranno avvisati con l’invio da parte dell’Istituto di un sms o un messaggio di posta elettronica.
Delle domande residue, circa 45mila saranno definite entro questa settimana. Le ulteriori 80mila sono domande presentate insieme al modello Rdc/Com per comunicare la variazione di redditi da attività lavorativa rispetto all’Isee, che saranno lavorate entro la fine del mese di aprile.
Stimando che anche per le istanze in evidenza si confermi una percentuale di accoglimento analoga a quella delle pratiche già definite e che la percentuale di accoglimento delle pratiche presentate insieme al modello Rdc/Com sia più alta, pare ragionevole una stima complessiva delle istanze accolte intorno al 75%.

Determinazione e accredito della contribuzione correlata del FSBA

Riassunte le attività essenziali previste dall’INPS in merito alla contribuzione correlata sulle prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato

Vista la recente Circolare INPS relativamente alla contribuzione correlata, il FSBA ha riepilogato, in maniera sintetica, le procedure di gestione:


Gestione del pregresso (FINO AL 30 APRILE 2019):
1- INPS fornisce ad ogni azienda che ha beneficiato di prestazioni, il TICKET già assegnato da utilizzare per la presentazione delle variazioni ai flussi Uniemens precedentemente presentati da parte delle aziende.
2- Le aziende utilizzano il TICKET per rettificare gli Uniemens pregressi, secondo le modalità specificate all’interno della Circolare INPS.
3- Acquisiti gli Uniemens rettificati, INPS effettua il calcolo della Contribuzione Correlata e fornisce a FSBA l’F24 complessivo precompilato.
4- FSBA effettua il pagamento dell’importo tramite il modello F24 precompilato ed invia il relativo Uniemens, secondo le specifiche fornite dall’Istituto.
5- INPS accredita sulle posizioni contributive di ciascun lavoratore interessato, la rispettiva contribuzione.


Gestione ordinaria (DAL 1° MAGGIO 2019):
1- Prima di presentare la domanda di prestazione FSBA, le aziende richiedono il TICKET tramite l’apposito servizio online dell’INPS e lo utilizzano sia in fase di presentazione della domanda FSBA che nella compilazione degli Uniemens.
2- FSBA, una volta completata l’intera domanda di prestazione, invia all’INPS le informazioni richieste, tramite le modalità previste dalla Circolare INPS.
3- L’ INPS effettua il calcolo della Contribuzione Correlata e fornisce a FSBA l’F24 complessivo precompilato.
4- FSBA effettua il pagamento dell’importo tramite il modello F24 precompilato ed invia il relativo Uniemens, secondo lspecifiche fornite dall’Istituto.
5- INPS accredita sulle posizioni contributive di ciascun lavoratore interessato, la rispettiva contribuzione.

Precisazioni Inps sulla pensione anticipata (1/2)


Si forniscono alcune risposte ai quesiti formulati sulle nuove disposizioni in materia di pensione anticipata.


Con riferimento ai soggetti che abbiano svolto l’ultima attività lavorativa in qualità di personale militare delle Forze armate, di personale delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, di personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di personale della Guardia di finanza, viene precisato che gli stessi non possono accedere alla pensione quota 100. I soggetti che abbiano svolto l’ultima attività lavorativa non rivestendo lo status di “militare” o equiparato, possono accedere alla pensione quota 100 anche valorizzando i periodi di contribuzione per servizio svolto con le predette qualifiche, qualora la stessa non abbia dato luogo alla liquidazione di altro trattamento pensionistico.
Relativamente ai titolari di un trattamento pensionistico tabellare, conseguito durante il servizio di leva, e ai titolari di una pensione di guerra, a qualunque titolo conseguita, gli stessi possono accedere alla pensione quota 100 anche cumulando i periodi assicurativi.
La contribuzione accreditata durante detti periodi è utile per il perfezionamento del requisito contributivo dei 38 anni, ma non anche per il perfezionamento del requisito contributivo dei 35 anni utili per la pensione di anzianità. Infatti, ai fini del perfezionamento di tale ultimo requisito non sono utili i periodi di malattia e di disoccupazione o equiparati (ad esempio, periodi di percezione dell’indennità di ASpI, di Mini-ASpI, etc.).
In caso di pensione con il cumulo dei periodi assicurativi, il requisito dei 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia e di disoccupazione o equiparati deve essere verificato tenendo conto di tutta la contribuzione versata o accreditata presso le forme previdenziali interessate al cumulo dei periodi assicurativi (ad esempio, un soggetto con 35 anni di contribuzione presso il FPLD, di cui 3 anni relativi a periodi di malattia e NASpI, e successivi 3 anni di contribuzione presso la CTPS, ha perfezionato il requisito contributivo per la pensione quota 100 con il cumulo dei periodi assicurativi, avendo maturato 38 anni di contributi, di cui 35 anni – 32 anni presso il FPLD e 3 anni presso la CTPS – utili per la pensione di anzianità al netto dei periodi di malattia e di disoccupazione).
Ai fini dell’esercizio della facoltà di opzione per il sistema di calcolo contributivo della pensione quota 100 con il cumulo dei periodi assicurativi, occorre che l’interessato, in possesso dei prescritti requisiti (meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e 15 anni di contributi, di cui almeno 5 anni dal 1996) presso ciascuna gestione interessata al cumulo, eserciti la facoltà di opzione in tutte le predette gestioni interessate al cumulo.


Quanto all’APE sociale, è incompatibile con la titolarità di una pensione diretta conseguita in Italia o all’estero.
L’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE) è incompatibile con la percezione della pensione quota 100.
È possibile accedere alla pensione quota 100 anche se, precedentemente alla prima decorrenza utile della pensione, l’interessato ha maturato il diritto ad altra prestazione pensionistica.
In presenza di sola contribuzione presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e/o presso le Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, il cumulo della contribuzione posseduta, al fine del perfezionamento del requisito contributivo dei 38 anni richiesto per il conseguimento della pensione quota 100, può realizzarsi esclusivamente in base alle disposizioni di cui agli artt. 20 e 21 della L. n. 613/1966.
Al fine di individuare la decorrenza del trattamento pensionistico per i soggetti che, precedentemente alla data di presentazione della relativa domanda, abbiano cessato dall’attività di lavoro, occorre fare riferimento alla qualifica da ultimo rivestita di lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni, di lavoratore dipendente da soggetti diversi dalle pubbliche amministrazioni o di lavoratore autonomo.
Il soggetto, che abbia risolto l’ultimo rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione precedentemente alla data di presentazione della domanda di pensione, mantiene lo status di “lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni” in quanto l’ultima attività lavorativa svolta è riconducibile ad una amministrazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001; in tale fattispecie, pertanto, il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico si consegue, per i lavoratori che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 29 gennaio 2019, dal 1° agosto 2019, per i lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 30 gennaio 2019, trascorsi sei mesi dalla maturazione dei prescritti requisiti e comunque non prima del 1° agosto 2019.
Il regime delle decorrenze introdotto dal DL n. 4/2019 prevede una differenziazione delle stesse in relazione alla natura giuridica dell’ultimo datore di lavoro e alla gestione pensionistica a carico della quale è liquidata la pensione per l’individuazione della decorrenza mensile o inframensile della stessa. Pertanto, con riferimento ai soggetti da ultimo dipendenti da datori di lavoro diversi dalle pubbliche amministrazioni, la decorrenza della pensione è fissata al 1° aprile 2019, per coloro che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 ovvero decorsi tre mesi dalla data di maturazione dei prescritti requisiti, successiva al 31 dicembre 2018. La decorrenza della pensione è inframensile, qualora la stessa sia liquidata a carico di una gestione esclusiva, ovvero mensile, qualora la stessa sia liquidata a carico di una gestione diversa da quella esclusiva o con il cumulo dei periodi assicurativi.

Attività enoturistica:i requisiti per l’esercizio


Online le linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica (Ministero politiche agricole – decreto 12 marzo 2019).

L’attività enoturistica, è considerata attività agricola connessa ove svolta dall’imprenditore agricolo, singolo o associato, di cui al medesimo. Sono considerate attività enoturistiche, tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l’attività.


Fermi i requisiti generali di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, gli operatori che svolgono attività enoturistiche devono rispettare i seguenti standard di servizio:
– apertura settimanale o anche stagionale di un minimo di tre giorni, all’interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi;
– strumenti di prenotazione delle visite, preferibilmente informatici;
– cartello da affiggere all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate;
– sito o pagina web aziendale;
– indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
– materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno tre lingue, compreso l”italiano;
– esposizione e distribuzione del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche e locali con particolare riferimento alle produzioni con denominazione di origine sia, in ambito vitivinicolo che agroalimentare, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui è svolta l’attività enoturistica;
– ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati per l’accoglienza e per la tipologia di attività in concreto svolte dall’operatore enoturistico;
– personale addetto dotato di competenza e formazione, anche sulla conoscenza delle caratteristiche del territorio, compreso tra il titolare dell’azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell’azienda ed i collaboratori esterni;
– l’attività di degustazione del vino all’interno delle cantine deve essere effettuata con calici in vetro o altro materiale, purché non siano alterate le proprietà organolettiche del prodotto;
– svolgimento delle attività di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione.

Sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCNL Miniere

Siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per le attività minerarie 2019-2022

L’accordo, che decorre dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2022, prevede tre tranche: da gennaio 2020 di 40 euro; da gennaio 2021 di 40 euro; infine, da gennaio 2022 di 60 euro.
Le Aziende che non esercitassero contrattazione di II livello erogheranno tali risorse aggiuntive negli anni 2019, 2020 e 2021 mensilizzandole in aggiunta agli altri trattamenti contrattuali.

lndennità sottosuolo
Si intende aumentata a Euro 11 giornaliere a valere dall’1/7/2019, ed a Euro 12 giornaliere a valere dall’1/1/2022.

Indennità quadri
sale a 70 euro con un incremento di 13 euro.

Previdenza complementare – Fonchim
E’ stato definito un aumento della quota a carico delle aziende che è stata portata al 2%.


 


Elemento Retributivo Specifico per lavoratori di 1° e 2° livello
Le Parti si danno atto che nel CCNL 15/2/2017 ai lavoratori di 1° e 2° livello, cui non sono applicabili le limitazioni di legge in materia di orario di lavoro, l’Elemento Retributivo Specifico (ERS) è stato conglobato nei minimi di retribuzione.