CCNL Cineaudiovisivo Artigianato – Circolare Sanarti – Contribuzione

Sanarti, comunica che dall’1/8/2019 parte la contribuzione al Fondo per l’assistenza sanitaria ai dipendenti da imprese del settore Cineaudiovisivo Artigianato

Alla data del 1° agosto 2019 è entrato in vigore il primo CCNL per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore Cineaudiovisivo Artigianato, sottoscritto il 16 luglio 2019, tra Confartigianato Imprese, Cna Cinema e Audiovisivo, Casartigiani, Claai e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil.
Le Parti, con la nuova intesa, hanno disposto l’iscrizione e la relativa contribuzione al Fondo nazionale di assistenza sanitaria integrativa per l’artigianato – San.Arti.
Pertanto a decorrere dal 1° agosto 2019 è dovuta la contribuzione al Fondo per i lavoratori a tempo indeterminato a cui trova applicazione il presente contratto, ivi compresi gli apprendisti, e per i lavoratori a tempo determinato con contratto di durata pari o superiore a 12 mesi.
Il versamento non è dovuto nei casi di contratti a termine instaurati per durate inferiori e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi.
Il contributo, a carico azienda, è pari a 10,42 euro mensili per 12 mensilità.
Il versamento relativo alla competenza agosto 2019 è da effettuare entro il 16 settembre 2019.
E’ possibile l’iscrizione volontaria dei familiari dei lavoratori dipendenti, dei titolari/soci/collaboratori e loro familiari del settore Cinema Audiovisivo.
Si ricorda che la mancata iscrizione e il mancato versamento al Fondo determinano l’obbligo per il datore di lavoro di erogare un importo forfettario a titolo di “elemento aggiuntivo della retribuzione” (E.A.R.) pari a 25 euro lordi mensili per 13 mensilità, cosi come previsto dall’art. 11 del contratto in oggetto.
Inoltre l’azienda che omette il versamento della contribuzione a San.Arti. è obbligata a garantire ai lavoratori non iscritti le medesime (in qualità e quantità) prestazioni sanitarie erogate dal Fondo Nazionale, fatto salvo il risarcimento del maggior danno subito.

Irregolarità formali: esclusa dalla procedura l’omessa compilazione del quadro RW


L’omessa compilazione del quadro RW, relativo agli investimenti all’estero, non può essere definita tramite la procedura sulle “irregolarità formali” prevista dal Decreto Fiscale (Agenzia Entrate – risposta n. 326/2019).

Secondo quanto previsto dal Decreto Fiscale, le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, possono essere definite mediante il versamento di una somma pari ad euro 200 per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni.
Resta esclusa l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato, per la quale è stato specificato che:
– la stessa rileva “con riferimento alle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale;
– non rientrano nella definizione le violazioni concernenti gli obblighi di monitoraggio fiscale (compilazione del quadro RW).


Detto questo, dal suddetto quadro emerge che l’omessa compilazione del quadro RW non è definibile secondo la procedura prevista per le irregolarità formali.


ZFU Sisma Centro Italia: gli elenchi dei soggetti ammessi alle agevolazioni


Con il decreto 07 agosto 2019 il Mise pubblica gli elenchi dei soggetti ammessi alle agevolazioni previste per la zona franca urbana colpita dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016.

Con il DM in oggetto sono stati approvati i seguenti elenchi:
1. l’elenco  dei soggetti ammessi alle agevolazioni sopra indicate.
2. l’elenco dei soggetti per i quali l’efficacia dell’assegnazione delle agevolazioni è subordinata agli adempimenti in materia di informativa antimafia, ai fini degli adempimenti tali soggetti devono trasmettere al Ministero dello sviluppo economico, entro e non oltre il 30 settembre 2019, la documentazione necessaria a consentire la richiesta delle informazioni antimafia mediante consultazione della banca dati nazionale unica.
3. l’elenco dei soggetti per i quali l’efficacia della concessione alle agevolazioni, nonché la relativa fruizione, restano condizionati, all’avvio dell’attività nella zona franca urbana entro il 31 dicembre 2019, che dovrà essere comunicato al Ministero dello sviluppo economico secondo le modalità riportate sul sito web istituzionale www.mise.gov.it.
4. l’elenco dei soggetti per i quali la concessione delle agevolazioni è subordinata al completamento delle attività istruttorie in ordine ad alcuni contenuti delle dichiarazioni rese nell’istanza di accessi alle agevolazioni. Per tali soggetti, la concessione delle agevolazioni sarà disposta con successivo provvedimento, nel caso di positivo esito delle predette verifiche.
5. l’elenco dei soggetti per i quali, da un riscontro con il Registro nazionale degli aiuti di Stato, risulta già raggiunto il limite massimo di aiuti de minimis concedibili. Per tali soggetti, si procederà al rigetto definitivo delle domande di accesso all’agevolazione.
Il presente decreto è pubblicato sul sito web istituzionale www.mise.gov.it., con la predetta modalità è assolto l’obbligo di comunicazione ai soggetti indicati negli elenchi del presente decreto. Con apposito avviso, sarà data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’adozione del decreto. Le agevolazioni spettanti a ciascun soggetto beneficiario sono fruite secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborsate le analisi mediche degli agricoltori veronesi


L’ente bilaterale veronese per l’agricoltura (Agribi) ha previsto non solo il rimborso delle visite specialistiche, ma anche degli accertamenti medici dei lavoratori, comprese le analisi eseguite in ospedale o da laboratori medici privati.

Agribi, l’ente bilaterale veronese per l’agricoltura di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, ha rafforzato il suo impegno nell’ambito della prevenzione delle patologie legate all’attività nei campi. Diversamente dall’anno scorso, Agribi rimborserà infatti non solo le visite specialistiche, ma anche gli accertamenti medici dei lavoratori, comprese le analisi eseguite in ospedale o da laboratori medici privati. Verrà rimborsato un tetto massimo di 70 euro per ogni fattura, fino a totale di 350 euro nell’anno. Sono contemplate nel rimborso tutte le visite specialistiche che siano documentate da fattura ospedaliera o sanitaria.
Tale intervento mira ad una prevenzione rivolta al lavoratore che non riguarda solo l’ambito agricolo, ma anche la sua salute in senso generale, in maniera da garantire un buon stato di salute per sostenere prestazioni di tipo fisico impegnative in campagna. Il contributo va ad aggiungersi ad altre prestazioni erogate dall’ente, quali l’integrazione dell’indennità per malattia e infortunio, l’indennità economica di maternità, l’ammortizzatore sociale per gli operai a tempo indeterminato licenziati o dimessi per giustificato motivo oggettivo soggettivo e i contributi per la scuola.
Per ottenere il rimborso della prestazione, i lavoratori dovranno fare richiesta con il nuovo modulo per le spese mediche che si trova sul sito www.agribi.verona.it (alla voce modulistica nella sezione riservata ai lavoratori), allegando la prescrizione medica, la fattura, la busta paga riferita al periodo della richiesta e il codice iban per l’accredito dell’indennità.

Recupero imposte su merce venduta oggetto di truffa

In caso di cessione di beni oggetto di truffa da parte di un proprio agente, mediante ordini falsi a clienti inconsapevoli, è possibile recuperare l’IVA versata senza esercitare in concreto la rivalsa, mediante emissione di note di variazione. Per le stesse finalità è possibile rilevare la sopravvenienza passiva deducibile ai fini IRES e IRAP a storno dei ricavi che hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di competenza. Tuttavia, il recupero è ammesso a condizione che la mandante provi con elementi oggettivi che al momento dell’emissione delle fatture attive, non sapesse o non potesse ragionevolmente sapere che la cessione fosse oggetto di frode da parte del suo agente. (Agenzia delle Entrate – Risposta n. 331 del 2019)

QUESITO


Con l’istanza di interpello la società ha chiesto di conoscere le modalità per rettificare l’IVA (corrisposta senza poter realizzare la rivalsa), e per rilevare i componenti negativi di reddito (ai fini IRES ed IRAP), in relazione al danno subito per ordini falsi a clienti inconsapevoli, nell’ambito di una truffa operata da un proprio agente, il quale una volta ritirata la merce in luogo dei clienti l’ha veduta a terzi in nero, mentre le fatture corrispondenti sono rimaste insolute.


PARERE DEL FISCO


Preso atto della sentenza irrevocabile che ha accertato la truffa operata dall’agente, e partendo dal presupposto che il danno accertato non sia stato in alcun modo rimborsato dal reo o da qualunque altro soggetto, anche in forma assicurativa, e che al momento dell’emissione delle fatture attive l’azienda non sapeva o non poteva ragionevolmente sapere che si trattasse di una truffa, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
– ai fini IVA, quando il passaggio di beni avviene indipendentemente dalla volontà del cedente – perché del tutto assente (furto) ovvero perché artatamente manipolata (truffa) – mancano i presupposti per sottoporre la “cessione” all’imposta. In tal caso, qualora, pur mancando i requisiti, l’operazione sia stata fatturata in regime di imponibilità e l’imposta versata senza esercitare in concreto la rivalsa, è possibile recuperare detta imposta mediante emissione di note di variazione ai sensi dell’articolo 26 del DPR n. 633 del 1972 (decreto IVA). Tuttavia, l’emissione della nota di variazione consente l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto per effetto della irrevocabilità della sentenza che ha accertato la truffa, ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo. Qualora siano decorsi i termini suddetti, l’IVA può essere recuperata mediante apposita istanza di rimborso da presentare all’ufficio competente entro due anni.
In caso di procedura di pignoramento nei confronti dell’agente con esito negativo, il termine per l’emissione delle note di variazione in diminuzione, con conseguente detrazione dell’imposta, decorre dal verbale dell’ufficiale giudiziario.
– ai fini IRES, è possibile contabilizzare la sopravvenienza per stornare i ricavi ad ogni effetto (contabile, civilistico e fiscale), utilizzando il Fondo Rischi appositamente accantonato in ragione della “sospetta” truffa (il cui accantonamento sia stato ripreso a tassazione), mediante una variazione in diminuzione nel periodo d’imposta in cui avviene l’utilizzo, nei limiti della quota precedentemente accantonata. A tal fine, è onere del contribuente predisporre e conservare la documentazione idonea a consentire all’amministrazione finanziaria di riscontrare la puntuale riconduzione della menzionata variazione in diminuzione all’ammontare originario dei ricavi, divenuti insussistenti a seguito della truffa.
– ai fini IRAP, i medesimi accantonamenti assumono rilevanza in conseguenza dell’utilizzo del fondo rischi, in ragione del collegamento con i ricavi originari (inesistenti) che hanno concorso alla formazione del valore della produzione netta IRAP, nei precedenti periodi d’imposta.

Firmato l’accordo economico per il settore Tessili Industria



Sottoscritto il 2/8/2019, tra SMI SISTEMA MODA ITALIA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, l’accordo per l’adeguamento economico per il dipendenti da aziende Tessili Industriali


Le Parti, preso atto della comunicazione dell’lstat del 30/5/2019 che indica in 0,8% il dato dell’anno 2018 dell’indice IPCA hanno disposto l’applicazione dei seguenti incrementi dell’E.R.N. a decorrere dall’1/7/2019 e dall’1/3/2020


Tabella E.R.N. dall’1/7/2019











































Livello

ERN dall’1/7/2019

ERN dall’1/3/2020

8 2.162,72 2.173,24
7 2.039,76 2.049,70
6 1.915,22 1.924,49
5 1.794,07 1.802,76
4 1.706,67 1.714,95
3S 1.667,31 1.675,42
3 1.630,18 1.638,13
2S 1.583,15 1.590,85
2 1.548,65 1.556,18
1 1.231,24 1.237,20


Inoltre, le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato quanto segue:
– con decorrenza dall’1/1/2020, ¡I contributo a carico dell’azienda al fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanimoda, previsto dall’art. 80 del vigente CCNL, sarà aumentato di 3,00 euro, passando a complessivi 15,00 euro. Le Parti, in qualità di Fonti istitutive del Fondo, si attiveranno tempestivamente per chiedere a Sanimoda la predisposizione di un nuovo piano sanitario adeguato ai nuovi livelli di contribuzione;
– in deroga all’art. 8 del vigente CCNL, la scadenza sia della parte economica che della parte normativa del CCNL 5/7/2017 viene posticipata al 31/3/2020.

Rilascio dell’applicazione web “Domanda e offerta di lavoro”, le istruzioni per gli utenti


A decorrere dal 15 luglio è disponibile, nell’ambito del portale MyANPAL, l’applicativo web “Domanda e Offerta di lavoro”, che consente di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con accesso differenziato in base al profilo associato all’utente: Cittadino, Aziende, Operatori (Anpal, nota 05 agosto 2019, n. 10878).


A decorrere dal 15 luglio sono disponibili, nell’ambito del portale web MyANPAL, le funzionalità che consentono di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’applicativo “Domanda e Offerta di lavoro” consente l’accesso a tre profili utente:
– profilo “Cittadino”, che permette a tutti i cittadini, anche beneficiari del RdC (Reddito di Cittadinanza), di inserire il CV in modalità autonoma e di ricercare una posizione lavorativa aperta;
– profilo “Azienda”, che permette ai datori di lavoro (e ai consulenti del lavoro delegati) la gestione delle vacancy (posizioni aperte), l’inserimento degli esiti del colloquio e la chiusura del ciclo di ricerca lavoro tramite l’inserimento di una Comunicazione Obbligatoria (CO);
– profilo “Operatore”, che consente agli operatori dei CPI, alle Agenzie per il lavoro autorizzate alla intermediazione e ai Patronati convenzionati, di accedere a tutte le funzionalità previste per l’utente “Cittadino” e “Azienda”, oltre ad alcune funzionalità dedicate.
Gli utenti che desiderino accedere ai servizi offerti dall’applicativo, qualora non abbiano già provveduto, devono procedere alla registrazione al Portale MyANPAL e, quindi, effettuare il login. L’accesso alla Web Application “Domanda e Offerta di lavoro” è definito in base al profilo associato all’utente (Cittadino, Aziende, Operatori). A ciascun profilo è associato un set di autorizzazioni necessarie a gestire le diverse funzionalità associate al profilo stesso.
Accendendo con il profilo “Azienda”, l’utente deve caricare a sistema le informazioni relative alle proprie sedi legali e unità operative (sezione “Informazioni Azienda”). È possibile infatti accedere alle funzionalità di gestione delle vacancy solo una volta completato l’inserimento delle informazioni obbligatorie (indirizzo mail, dati sede legale, dati sede operativa, Codici ATECO/NACE delle attività). La sezione “Posizioni aperte”, quindi, consente all’utente di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le offerte di lavoro che intende ricercare. In particolare, la pagina mostra:
– la funzione “Aggiungi posizione”, che consente l’inserimento della/e vacancy (posizione aperta) da pubblicare;
– la lista di tutte le posizioni aperte inserite dall’utente, che consente di visualizzare la lista delle candidature ricevute per ciascuna posizione, visualizzare i CV che corrispondono alle caratteristiche professionali richieste, visualizzare le informazioni relative agli esiti del colloquio (assente, non idoneo, rifiuto, idoneo), modificare o eliminare la posizione aperta. In questa sezione è possibile indicare l’esito di un colloquio di lavoro associato a ciascuna vacancy ed inserire il codice di Comunicazione Obbligatoria all’interno della vacancy chiusa, che consente di accedere alle agevolazioni contributive qualora si tratti dell’assunzione di un beneficiario RdC. La sezione “Ricerca” consente all’utente “Azienda” di visualizzare tutti i CV caricati a sistema che rispondono ad un determinato set di caratteristiche (lingue richieste, dettagli relativi a istruzione, formazione, abilitazioni e patenti).
Accendendo con il profilo utente “Cittadino”, la Web Application mostra l’homepage, che consente all’utente di accedere alle funzionalità “Trova Lavoro” e “Compila il tuo CV”. Nella sezione “Trova Lavoro”, l’utente può ricercare le posizioni aperte utilizzando diversi filtri in maniera singola o combinata, inserendo un profilo professionale associato alla posizione lavorativa desiderata e/o specificando l’ambito territoriale (Provincia e Comune) entro cui delimitare la ricerca. Una volta visualizzate le posizioni aperte di interesse, l’utente può inviare la propria candidatura. Questa sezione consente di visualizzare e gestire la lista delle candidature già inviate. La sezione “Compila il tuo CV” permette all’utente “Cittadino” di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le informazioni relative proprio profilo professionale, che possono anche essere pubblicate sul circuito EURES, per rendere visibile il proprio CV anche agli Stati membri dell’Unione Europea.
Il profilo utente “Operatore” accede alle funzionalità disponibili, sia per l’utente “Cittadino” che per l’utente “Azienda”, non filtrate. L’Operatore è pertanto un intermediario, abilitato alla gestione delle funzionalità di Gestione CV (per conto del cittadino) e di Gestione Vacancy (per conto delle aziende). La funzionalità “Gestisci CV” consente di ricercare un CV sulla base delle informazioni personali (nominativo, data di nascita, e-mail, codice fiscale) e di inserire/modificare un CV per conto di un cittadino. Inoltre, la funzionalità consente di ricercare una posizione lavorativa a cui candidare il cittadino. La funzionalità “Gestisci Vacancy” consente di ricercare un’azienda inserita a sistema sulla base delle informazioni dell’azienda (ragione sociale, email, codice fiscale), di modificarne i dati, di registrare a sistema una nuova azienda e di inserire le informazioni di base della stessa, di gestirne le posizioni aperte e di effettuare l’upload massivo. Inoltre, la funzionalità consente di visualizzare i CV che, sulla base del profilo professionale e della posizione desiderata, rispondono alle esigenze relative alle posizioni aperte inserite.

Presentazione della dichiarazione IMU/TASI entro il 31 dicembre


Solo le dichiarazioni relative all’IMU e alla TASI devono essere presentate entro il nuovo termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è sorto il presupposto impositivo, il termine di presentazione della dichiarazione TARI rimane fermo al 30 giugno o al diverso termine stabilito dal comune nell’ambito dell’esercizio della propria potestà regolamentare. (MEF- Risoluzione 06 agosto 2019, n. 2/DF).

Con il documento in oggetto si rappresenta che dagli organi di informazione è stata diffusa la notizia circa la modifica dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo al quale le variazioni si riferiscono, ad opera dell’art. 3-ter del D. L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58.
Non si può tralasciare di considerare la volontà del Legislatore, manifestata proprio nel medesimo art. 3-ter sia nella rubrica, laddove si riferisce espressamente ai “Termini per la presentazione delle dichiarazioni relative all’imposta municipale propria e al tributo per i servizi indivisibili” sia nel testo della norma, quando dispone esplicitamente ed esclusivamente solo per l’IMU e per la TASI lo slittamento del termine di presentazione della dichiarazione dal 30 giugno al 31 dicembre.
L’art. 3-ter del D. L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58 dispone che:
“1. All’articolo 13, comma 12-ter, primo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, concernente la dichiarazione relativa all’imposta municipale propria (IMU), le parole: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre».
2. All’articolo 1, comma 684, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, concernente la dichiarazione relativa al tributo per i servizi indivisibili (TASI), le parole: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre»”.
Alla luce di quanto appena illustrato, risulta preminente la volontà del Legislatore, espressa chiaramente nel più volte citato art. 3-ter del D. L. n. 34 del 2019, di riferirsi all’IMU e alla TASI.
Si conclude che il termine di presentazione della dichiarazione TARI rimane fermo al 30 giugno o al diverso termine stabilito dal comune nell’ambito dell’esercizio della propria potestà regolamentare, mentre solo le dichiarazioni relative all’IMU e alla TASI debbano essere presentate entro il nuovo termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è sorto il presupposto impositivo.

Metalmeccanica Artigianato Veneto: firmato accordo di rinnovo



Siglato il 2/8/2019, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la FIOM-CGIL, la FIM-CISL, la UILM-UIL, l’accordo di rinnovo del CIRL valido per i dipendenti delle imprese artigiane della regione Veneto del settore Metalmeccanici installatori di impianti ed autoriparatori, con scadenza il 30/6/2020.


Prestazioni di secondo livello EBAV


Le parti riconfermano i fondi di secondo livello già attivati con le intese precedenti.
I fondi categoriali hanno la seguente alimentazione mensile: 3,15 euro a carico ditta e 1,57 euro a carico dipendente.























FONDI

IMPRESE


LAVORATORI


Promozione 1,00 0,10
Formazione 0,55 0,21
Sussidi assistenziali 0,60 0,60
Professionalità 0,60 0,60
Ambiente e Sicurezza 0,40 0,06


Utilizzo 1% destinato al Fondo di categoria metalmeccanica
La quota dell’1% dei versamenti di primo livello è destinata ad alimentare il fondo crisi area settore.


Elemento regionale transitorio (ERT)


Viene istituito un elemento regionale transitorio (ERT) che sarà erogato per le ore effettivamente lavorate ad operai, impiegati e quadri a decorrere dall’1/9/2019 e sino al 30/6/2020 nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.































Livello

Mensile

Orario

1 55,91 0,32317
2 50,75 0,29335
2bis 47,99 0,27739
3 46,20 0,26705
4 43,55 0,25173
5 42,00 0,24277
6 40,19 0,23231


Tale elemento è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità.
Ai fini dell’erogazione del premio saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dal contratto regionale di lavoro nonché il periodo di astensione obbligatoria per maternità. Inoltre la retribuzione riconosciuta al dipendente assente per infortunio sul lavoro avvenuto all’interno dell’azienda dovrà tener conto anche dell’ERT. L’ elemento retributivo territoriale verrà erogato fino al 30/6/2020 e decadrà dall’1/7/2020, salvo diversi accordi fra le parti.
Per i soli lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante si prevede l’erogazione di un importo ERT pari ad € 30,00 mensili (0,17341 su base oraria). Tale elemento viene erogato sulla base delle stesse regole previste per gli altri dipendenti.
A far data dal presente accordo e fino a diversa regolamentazione, viene sospesa la possibilità del lavoratore di conferire l’importo di cui sopra ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo), in alternativa all’erogazione nel cedolino paga; sono fatte salve le adesioni pervenute sino al 31/8/2019 al fondo su base volontaria dei singoli lavoratori e, pertanto, i lavoratori aderenti potranno continuare ad operare il versamento.


Regimi di orario superiori ai 4 mesi


L’azienda che intenda procedere ad una estensione temporale fino ai 12 mesi della compensazione di orario oltre i 4 mesi o già programmare periodi superiori ai 4 mesi, dovrà stipulare accordo scritto con i lavoratori e/o RSA ove esistenti; la stessa dovrà inoltre inviare specifica comunicazione alla Commissione Regionale Paritetica, costituita presso il comitato di categoria dell’Ebav, che avrà il compito di monitorare l’andamento delle richieste, anche per una verifica delle modalità organizzative della produzione del settore artigiano. La possibilità di adottare tale modalità gestionale dell’orario sarà vincolata all’invio di tale comunicazione alla Commissione.
Tale gestione dell’orario avverrà con le stesse modalità previste per la durata quadrimestrale, con l’unica eccezione che il saldo avverrà nel mese successivo alla scadenza del periodo di 12 mesi.
I lavoratori che aderiscono a tale regime di orario con periodi superiori ai 4 mesi avranno diritto all’applicazione della tabella retributiva riportata in calce all’articolo, per il periodo indicato nella comunicazione
Tutti gli istituti retributivi differiti ed indiretti saranno calcolati su un orario medio settimanale contrattuale (40 ore) ovvero su un orario inferiore nel caso di part time.
Tabella retributiva aggiuntiva per i lavoratori in regime di orario oltre i 4 mesi



































Livello

Mensile

Orario

1 13,32 0,07699
2 12,03 0,06953
2bis 10,81 0,06248
3 10,05 0,05809
4 8,91 0,05150
5 8,30 0,04797
6 7,61 0,04398
Apprendisti 5,80 0,03352


 

CdM: tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali


Il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, salvo intese, un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. Il testo mira, in particolare, a garantire la tutela economica e normativa di alcune categorie di lavoratori particolarmente deboli, come riders, lavoratori con disabilità, lavoratori socialmente utili (LSU) e di pubblica utilità (LPU), precari. Esso contiene, inoltre, disposizioni per supportare la fase attuativa del reddito di cittadinanza, rimessa all’INPS, e per la disciplina delle assunzioni in Anpal servizi S.p.a.
Al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti, il provvedimento reca altresì disposizioni per fare fronte ad alcune importanti crisi industriali in corso nel Paese (aree di crisi industriale complessa delle Regioni Sardegna e Sicilia, di Isernia e a tutela di imprese in crisi), disposizioni in materia di Ilva, nonché norme volte ad agevolare l’accesso di aziende edili in crisi al fondo salva opere.
Infine, il decreto introduce disposizioni in materia di tutela delle attività sociali e assistenziali svolte dall’Associazione italiana alberghi per la gioventù in materia di promozione del turismo giovanile, scolastico, sportivo e sociale.


Inoltre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministro dell’economia e delle finanze, ha approvato, salvo intese, un decreto-legge che introduce misure di straordinaria necessità ed urgenza nei settori dell’istruzione, dell’università, della ricerca e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica. Il testo introduce, tra l’altro, misure in merito al precariato, al trasporto scolastico e alla salvaguardia del corpo ispettivo del sistema scuola.
Approvati anche due provvedimenti, da adottarsi con altrettanti decreti del Presidente della Repubblica, che prevedono
l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere personale scolastico e tecnico-amministrativo.


Il Consiglio dei Ministri ha approvato infine un decreto-legge che introduce misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Il Presidente e i componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, eletti dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati il 6 giugno 2012, continueranno ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento del nuovo Collegio e comunque per non oltre ulteriori sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.